Cataldo Antonio Amoruso, ah… si rumpìssa

cielostellato

ah… si rumpìssa
di Cataldo Antonio Amoruso

ah… si rumpìssa u fil ‘e ferru d’i lenzòli
e l’àriu l’àriu sinni jìssa s’ordùr ‘e fiòri
si rapìssin l’ombrèlli e ni scinnìssa l’acqua
lìbera ‘e nti garròli e l’occhj si linchjìssinu
‘e maravìgghja com fa u cièlu
quannu cittu cittu d’i cimi ‘e l’olìvi
l’azzòddinu sagghjènn i stiddi da sira prima…

oh, si spezzasse il fil di ferro delle lenzuola
e si riempisse l’aria di questo odore di fiori
si aprissero gli ombrelli e ne scendesse l’acqua
libera da rigagnoli e gli occhi si riempissero
di meraviglia come fa il cielo
quando zitte zitte dai rami degli ulivi
l’affollano, salendovi, le stelle della sera prima…

lùcia nti ruvètti \ luce nei rovi, versi di Cataldo A.Amoruso (con un omaggio alla sua terra)

strada nei pressi di Cirò Marina (KT)

“lùcia nti ruvètti                                  

e ntunnu sul muru,                              

conètt funn, sipàl…                              

lùcia nìvura ca s’inn abbìssa                           

dde l’occhji perz i šcali šcali                

e mani šchizzijàti ‘e sanguu                             

di piri serîvàggi, e de zancu,

a faccia è muta e unn abbisogna de paròli                           

subba sa strata ppè Šcarfìzzi                

addùvə špini e amùr si su perzi            

e nti ruvètti u’ fan civilìzzi

ci  ţrica nu tempu ‘e scioddi c’un zi fa toccàrə

ca mi rimînìa dintra                          

nta su rigàgnu ‘e coru e d’occhji                                        

e jìti tisi, e pruveràta c’un sia mai                                 

a canciarə ccu nessun’ata strata

pecchì m’avàstinu, s’aria vruscita             

e sa terra senza tempu                      

sutt’ a restucciata e u ventu.”    

*             

 luce nei rovi

e solo muri intorno

fondi canali, siepi…

luce che s’inabissa, nera

per gli occhi persi lungo scale

e mani screziate di sangue

di (spine di) piraini, e fango

il volto è muto e non gli servono parole

su questa strada per Carfizzi

dove spine e more (amori) si sono persi

e nei roveti non si scambiano cortesie

si ferma un tempo di calanchi che non si fa toccare

e mi rimesta dentro

in questa brocca di cuore e d’occhi

e dita tese, e polvere che mai sia

scambiare con quella di nessuna altra strada

perché mi bastano, quest’aria bruciata

e questa terra senza tempo

sotto le stoppie e il vento.

.

[Cataldo A.Amoruso]

http://krimisa.blogspot.it/2013/05/lucia-nti-ruvetti-luce-nei-rovi.html

*

Un omaggio da parte de Il sasso nello stagno per augurare un felice onomastico al nostro Autore, in vista del 10 maggio, giorno in cui si celebra la festa di San Cataldo, patrono della sua Cirò Marina (nelle foto) e sinonimo della bella stagione che arriva!!

Nelle foto in basso, la chiesetta di Madonna di mare con uno scorcio dei mercati saraceni, appena fuori Cirò Marina (KT): adagiata su un modesto altipiano – che domina, con meraviglia dell’osservatore, la magnifica distesa a perdita d’occhio dello Jonio – è il punto di partenza della processione con il santo patrono, il cui simulacro è custodito all’interno, che viene accompagnato nel giorno della festa fino alla chiesa nel paese, in riva al mare. [AnGre]

*

fotografia di Angela Greco - Cirò Marina, Madonna di mare

*

fotografia di Angela Greco - Cirò Marina, interno di Madonna di mare

*

come piccole tartarughe (Cataldo A.Amoruso)

come piccole tartarughe, sortite a stento
più ti sembra di correre
più si allontana l’onda
come da mano che mai raggiunge
.
e poi,
…quest’ andar per mare che non ha mai una riva

 *

com lionèdd, sciurtùt a quann a quann,
cchjiù ti para ca fùj,
cchjù si scùcchja l’unna
com ‘e ‘na mana ca maj ci ‘ajùncia
.
e ppò,
…su maru maru c’unn ha maj ‘na riva

*

[tratto da http://krimisa.blogspot.it/2012/11/com-lionedd.html]