Tonino Guerra, Una terra imperiale

……….Illuminiamo la Puglia nel grande magazzino del turismo del mondo perché questa terra non può dare soltanto mare, può dare anche favola, può dare musica, può dare silenzi, può dare storia, può dare memoria a un turista in arrivo.
……….Illuminiamo la Puglia perché è la prima volta che una regione diventa un unico, immenso luogo di ritrovo di chi può pensare che anche una parte di questo mondo è paradiso. Illuminiamo la Puglia sommersa: la Puglia di Annibale, la Puglia degli incontri di guerra e delle spade insanguinate; la Puglia degli ulivi, con i più antichi patriarchi arborei; la Puglia dei muretti che chiudono i respiri del mondo di favola; la Puglia dei sapori forti di erbe antiche, conditi da oli preziosi e accompagnati da vini antichissimi; la Puglia che vola perché l’aria è piena di sole. Illuminiamo la Puglia delle masserie fortificate e delle tenere controre; la Puglia dei dinosauri che facevano lo struscio sulle Murge; la Puglia dei castelli magici e della costa baciata dal sale; la Puglia dei santi che salutavano i crociati, la Puglia miracolosa che da San Nicola a Padre Pio e all’Arcangelo Michele ha accolto e accoglie la gente in sofferenza; la Puglia delle antiche torri di pietra e delle grotte costiere; la Puglia delle cripte rupestri e dei capolavori prigionieri sottoterra; la Puglia delle necropoli preistoriche con le tombe dei giganti e delle signore delle ambre; la Puglia con le stele daune, i fumetti di 2.500 anni fa e i bagni di archeologia; la Puglia figlia di Diomede, grande fondatore; la Puglia imperiale che stupì Federico II “meraviglia del mondo”, da Castel del Monte all’universo degli uccelli grandi che muovevano e muovono l’aria del Tavoliere con le ali. Illuminiamo la Puglia di sogno che c’era una volta e c’è ancora. A ricordarci che bisogna arrivare nei punti più segreti e selvaggi dove si ha la sensazione di trovare l’infanzia del mondo. E invece trovi te stesso.

Tonino Guerra, poeta, scrittore e sceneggiatore

(Santarcangelo di Romagna, 16 marzo 1920 – 21 marzo 2012)

in apertura: part.del castello Normanno-Svevo di Bari – foto by AnGre

Informarsi per sopravvivere: Veleni per decreto in Puglia

chi legge e scrive versi ha a cuore l’Essere Umano e la sua Terra…

VELENI PER DECRETO

 LA PUGLIA – PER LEGGE – UNA CAMERA A GAS A CIELO APERTO?
“Nel centro-sud della Puglia stiamo vivendo momenti tragici dal punto di vista ambientale e della salute e abbiamo bisogno di far conoscere quanto sta avvenendo quaggiù. A causa al Decreto Martina del 13.02.2018 a partire dal mese di maggio 2018, comincerà l’irrorazione FORZATA di insetticidi, a base di neonicotinoidi, che si protrarrà da maggio ad agosto per 2 interventi più altri 2 fino a dicembre, per tutto il territorio agricolo compreso tra l’Adriatico e lo Ionio, da Martina Franca, Locorotondo e Fasano fino al Capo di Leuca. 4,2 Milioni di litri di insetticida x 700.000 ettari circa di territorio. Sia l’aria, che i prodotti alimentari pugliesi, saranno potenzialmente contaminati da insetticidi a base di neonicotinoidi, neurotossici per insetti impollinatori, molto tossici per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata (H410). In più, il decreto obbliga mezza regione Puglia, da Martina Franca – Fasano a S. Maria di Leuca, a praticare aratura e/o diserbo, meccanico o chimico, in tutti i campi urbani ed extra-urbani: una misura del genere, in un periodo di piena fioritura come aprile, mese in cui api e bombi fanno il “pieno” alimentare in vista della stagione secca e siccitosa estiva, provocherà la sicura decimazione (o estinzione) dei pronubi (insetti impollinatori) in mezza Puglia, nonché la perdita della biodiversità delle piante selvatiche con relativi danni anche per le coltivazioni di cui ci nutriamo.

Dal 2013 ad oggi ci sono una marea di situazioni incredibilmente paradossali, ma forzate da “teatranti” – ricordiamo che a tutt’oggi non esistono prove scientifiche che Xylella sia responsabile della sindrome (=in medicina, complesso di sintomi, che possono essere provocati dalle cause più diverse) da disseccamento rapido dell’olivo – per imporre delle misure fortemente invasive a vantaggio dei soliti pochi, ma con danno per tutti. Il vero “regista” non si vede, ma in questo momento storico, in cui c’è un vero e proprio assalto alla ‘diligenza Italia’ (dimostrato anche da questo strano – e studiato? – temporeggiamento nella formazione del governo) è facile intuire i personaggi che hanno creato l’opera.

I danni causati dalle pratiche agricole imposte dal Decreto Martina, cioè l’uso indiscriminato di insetticidi neonicotinoidi, unito alle lavorazioni meccaniche (arature) e chimiche (erbicidi) in questo periodo dell’anno andrebbero a causare un danno incalcolabile e dalle conseguenze non prevedibili (come afferma EFSA), in quanto la decimazione degli insetti impollinatori provocherebbe non solo il crollo di produzione di frutti, legumi e ortaggi allogami, ma causerebbe l’estinzione delle piante orwellianamente definite “infestanti”, ma che costituiscono la fonte di biodiversità da cui deriva la nostra alimentazione vegetale (ricordiamo che solo nel Sud Italia esiste il 30% di biodiverstà europea). E non sottovalutiamo l’incalcolabile danno al turismo, che si troverebbe a villeggiare in mezzo ad irrorazioni di insetticidi e isole desertiche di ulivi eradicati a causa del provvedimento.”

CONDIVIDIAMO E FACCIAMO CONOSCERE. GRAZIE.

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“Obbligo di trattamento per l’area infetta da Xylella, ma tra le sostanze consigliate ci sono anche i pesticidi vietati dall’Unione Europea” – Aiab: «Aspettiamo risposte dalla Regione che per ora tace. Chi ha già acquistato i prodotti per trattare non deve usarli»

http://www.greenreport.it/news/agricoltura/obbligo-trattamento-larea-infetta-xylella-le-sostanze-autorizzate-ci-anche-pesticidi-vietati-dallue/

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“L’apicidio per decreto con la scusa della xylella” –  Il CETRI ha già preso posizione in passato su quella che è stata definita la bufala della xylella, il batterio considerato”killer” degli ulivi in Salento che però è stato riscontrato solo nel 6.4% degli ulivi affetti da sindrome di disseccamento (conosciuta come CODIRO),  mentre peraltro il batterio è presente solo nell’1,8% delle piante campionate fra quelle affette da CODIRO, come magistralmente spiegato da Laura Margottini su “Il Fatto Quotidiano” si veda

https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/ulivi-malati-non-si-puo-dare-la-colpa-alla-xylella/

http://cetri-tires.org/press/2018/lapicidio-per-decreto-con-la-scusa-della-xylella/

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“Api, pesticidi, Xylella e la schizofrenia del governo italiano” – Roma sostiene il divieto Ue per salvare i piccoli insetti, ma contemporaneamente obbliga la Puglia a usare lo stesso pesticida ora vietato

http://www.eunews.it/2018/04/30/api-pesticidi-xylella-la-schizofrenia-del-governo-italiano/104393

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“Xylella: uso di fitofarmaci, possibili conseguenze sulla salute e sull’ambiente” – La difesa fitosanitaria per combattere la Xylella Fastidiosa è incentrata sull’uso di fitofarmaci chimici che potrebbero causare a loro volta effetti negativi sull’ambiente, sulla produzione agricola e sulla salute dei cittadini

http://www.fasanolive.com/news/attualita/711070/xylella-uso-di-fitofarmaci-possibili-conseguenze-sulla-salute-e-sullambiente

foto d’apertura: Renato Balsamo, Ulivo di puglia (1995)

Martina Franca (TA), poesia di Angela Greco e Piero Schiavo: presentazione di Correnti contrarie e dissolvenze

venerdì 17 novembre ’17, ore 18, Palazzo Ducale, Martina Franca (TA)
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Abito senza pieghe questa presenza;
non bastano spilli e nemmeno respiri.
Voce per poche lettere scucite coi denti.
Mi vesto allora del tuo tempo
spiegata alla carezza che imperla l’orlo
calda del gesto e del tormento.
Ferita irrimarginata tra sera e risveglio,
approdo e tempesta, calice e cielo. Il groviglio
di sangue in grembo dice domani. E, tu, perpetuo
moto a creare ogni momento quello che manca.
Nudi, ai primordi dell’umanità ancora una volta
possiamo afferrare l’ofide da qualsiasi parte.
Ne abbiamo facoltà – dici. Ti credo.
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Per la verità dei tuoi occhi, per le mura del tuo borgo,
per la foto in bianco e nero, che fanciullo t’avvicina
alla calce della mia terra che disinfetta dai parassiti.
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Nessun demone più
scinderà quello che siamo.
da Correnti contrarie (Ensemble, 2017) di Angela Greco
grammatigramma
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Sei la sesta vocale che scompagina l’alfabeto
il sinonimo sempre mancato
l’invidia dei tuoi antonimi
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capricciosa ossessione
della parola ritrosa
sospesa nella memoria
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semplice all’apparenza come
immediata bisillaba androgina
universale assonanza
di nulla mai rima
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verbo finito senza pronomi
impersonalità di gesti concentrici
a nulla ti fletti
nessuno ti declina
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bianca luce che filtra
dalle rovine di ogni calligrafia
il tuo nome è
per me invece condanna
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primo soggetto di ogni pensiero
ultimo termine
che dopo sé
altri non ascolta
da Dissolvenze (Giuliano Ladolfi Ed.,2017) di Piero Schiavo

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Puglia, un segnale per tutta l’Italia: “RIPRENDIAMOCI LA TERRA”, un articolo di Luciano Mirone

Per conoscenza in questa sede si riporta soltanto uno dei tanti articoli usciti in queste ore sull’attività di difesa del territorio salentino (Puglia) da parte del suo popolo; leggiamo dal Quotidiano L’Informazione di mercoledì 29 marzo 2017 l’articolo del direttore Luciano Mirone.

PUGLIA ,UN SEGNALE PER TUTTA L’ITALIA: “RIPRENDIAMOCI LA TERRA”

Quello che sta accadendo in queste ore in Puglia (nella bellissima zona del Salento) ci coinvolge e ci sconvolge al tempo stesso. Ci coinvolge perché anche noi – come i Salentini – ci sentiamo figli di una cultura contadina che per secoli ha rappresentato l’anima di questo Paese. Ci sconvolge perché in una delle Nazioni più devastate dal cemento, dalle industrie petrolchimiche e dai rifiuti radioattivi, c’è ancora gente disposta a difendere la Terra anche a costo di essere caricata dalla Polizia.

Il fatto sconvolgente è che le proteste non riguardano solo lo stravolgimento di un pezzo di Salento per il passaggio del gasdotto della Tap, ma una cosa molto più innocente e profonda: la difesa a oltranza di duecento ulivi secolari, che devono essere espiantati perché ostacolano il percorso. Certo, saranno ripiantati in un’area adiacente, come si è detto (l’importante è liberare quegli ottanta chilometri di Salento da questi ulivi che – detto ironicamente – frenano lo sviluppo), ma questo, secondo i No Tap, sconvolgerà l’armonia e gli equilibri di un territorio delicatissimo che è bello così, non come si vorrebbe che fosse.

Il fatto sconvolgente è che in Puglia c’è gente che finalmente ha capito la differenza fra sviluppo e progresso, ha capito che una fabbrica può essere costruita a condizione che non inquini, che una casa può essere costruita a condizione che non deturpi, che il gasdotto può passare dalla loro regione, ma a condizione che non devasti ottanta chilometri di paesaggio, perché quel paesaggio per la Puglia è tutto: l’identità, la storia, l’economia di una Terra che da sempre vive di agricoltura e di turismo.

Mentre il simbolo di Roma è il Colosseo, di Parigi la Torre Eiffel, di New York la Statua della libertà, della Puglia sono questi ulivi secolari che – al pari del Colosseo, della Torre Eiffel, della  Statua della libertà – non possono essere tolti da dove sono sempre stati.

A questo va aggiunto il fatto che, a causa del batterio della Xilella (leggi qui), questo straordinario patrimonio dell’umanità rischia di essere cancellato o ridimensionato per gli espianti decisi dallo Stato e dall’Unione europea che – come nel caso della Tap – non tengono in considerazione le proteste di una parte del popolo salentino.

Nel caso della Tap ci riferiamo alla proposta di un percorso alternativo che – elaborata dal comitato  e dalla Regione Puglia, in controtendenza con lo Stato – dovrebbe coinvolgere il porto di Brindisi, fatto che non incontra i favori dei costruttori dell’opera per i costi maggiori da affrontare.

Nel caso della Xilella ci riferiamo al fatto che – secondo il movimento che si batte per la difesa del paesaggio – non esistono ricerche scientificamente certe sulle cause dell’essiccamento di alcuni ulivi, con le conseguenze che un posto straordinario come il Salento rischia di deprezzarsi e di diventare facile preda degli speculatori.

In Puglia lo scontro è questo e la posta in gioco è alta. Il governatore Emiliano lo ha capito e ieri ha accusato lo Stato: “Non è vero che la Puglia non vuole il gasdotto. E’ il governo che non comprende le esigenze della popolazione”. Non è la prima volta e temiamo che non sia l’ultima. Ma da questo pezzo d’Italia sta partendo un segnale bellissimo: riprendiamoci la Terra con un atto d’amore nei confronti degli ulivi. Un fatto che sconvolge. E che coinvolge.

Luciano Mirone

immagine: opera di Renato Balsamo, Ulivo di Puglia (1995)

La Puglia nel cuore

immagine Vigili del Fuoco

Il sasso nello stagno di AnGre partecipa al dolore che ha colpito la Puglia per il drammatico incidente ferroviario accaduto in data 12 luglio 2016, che ha visto coinvolti due treni in uno scontro frontale tra gli ulivi di Andria e Corato.

Non ho parole adeguate, ma solo una muta preghiera per i defunti, per le famiglie e gli amici e anche per i soccorritori ed i medici e per tutte le forze che attualmente stanno fronteggiando questa inattesa tragedia che ha colpito la mia terra.

Grazie a chi si sente pugliese in questo momento. (Angela Greco)

 l’ultimo abbraccio… 

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Chi può si rechi a donare sangue, nei centri trasfusionali qui in Puglia, ma anche su tutto il territorio nazionale. Perché  il sangue non può essere in nessun modo acquistato, ma può solo volontariamente essere donato e ovunque c’è sempre chi necessita di questo immenso gesto di altruismo che fa bene tanto a chi dona, quanto a chi riceve. Grazie.

*

Vittorio Bodini, due poesie da Altri versi (1945-1947) in La luna dei Borboni e altre poesie

il sasso nello stagno di AnGre

Tanti anni

Noi abitammo in una rosa rossa.
Passavano treni in corsa alla periferia
– un gomito sonoro -;
e tutto il resro era un fermento di cieli.
Un meriggio d’inverno, col sole su un muro bianco,
riconoscemmo la vostra amata calligrafia.
Chi avrebbe mai pensato
che voi scriviate come un’ ombra d’ alberi,
come i pettini freddi
con i denti coperti di capelli!

(S’era in pena per voi.)
Così passammo la notte.

il sasso di AnGre

Olvido

Tutti gli orologi della tua casa
sono fiori irrequieti,
o battono con tempie di limoni
nelle fruttiere, al buio delle sale.

Ciò che sfere inuguali
segnano in essi è il tempo
dei tuoi fuochi divisi: odio e speranza,
timore e gratitudine, e i tuoi anni
fra cui rapido passa il tuo bel viso
come luna nei vuoti delle nubi.

Io non so questa mano che mi dai
a che giorno appartenga
o a quale notte;
né tu per dove io ti raggiunsi,
in quest’arca ribelle che sorvolano
ore a morte colpite dai proprî inganni.

Ma se dal fosco secolo dei tuoi capelli
un garofano cade com’astro in fiamme,
tutta s’aliena in fiamme e di quel fiore
la memoria confessa di voler vivere.

*

Vittorio Bodini, “Altri versi (1945-1947)”

“La luna dei Borboni e altre poesie (1945-1961)”, Tutte le poesie, a cura di O.Macrì (Besa)