Rosaria Di Donato, estratti da Preghiera in Gennaio con una nota di lettura di Angela Greco AnGre

Il sasso nello stagno di AnGre poesia edita

Preghiera in Gennaio”, prefazione di Marzia Alunni e postfazione di Lucianna Argentino, è il nuovo edito di poesie della romana Rosaria Di Donato per i tipi Macabor (2021). Il libro prende le mosse da un precedente formato elettronico pubblicato in un lit-blog qualche anno prima (QUI la nota di lettura) includendolo e arricchendosi di inediti e nuova luce; dedicato anche a Fabrizio De André, da cui mutua il titolo, è una raccolta di poesie a tema religioso, che guarda anche al difficile periodo socio-sanitario che ancora stiamo attraversando, come esplicitamente si evince dal testo in apertura, “lockdown”, un tassello di memoria dettagliato, quasi un monito per il lettore, con la funzione sostanzialmente di mettere in evidenzia la finitudine dell’essere umano, tornata in auge dopo gli ultimi eventi vissuti a livello globale.

Il libro prosegue con una carrellata di personaggi biblici e della tradizione cattolica a cui la poetessa dedica o chiede grazia, mostrando un’accurata conoscenza e una sensibile voce, dal tono pacato, che ben rendono il tono religioso a cui si ascrive questa scrittura; il verso breve coadiuva il genere preghiera, anche se la Di Donato in più di una occasione sembra piuttosto dialogare con le sue entità più che porsi nell’atteggiamento del fedele che chiede di essere ascoltato. L’uso reiterato della minuscola per indicare i santi e persino Dio azzera i ruoli, riportando i personaggi sacri al momento della comunanza con tutti gli esseri viventi, al prima che fossero assunti come esempi ai quali votarsi in senso religioso. Perché nelle liriche di Rosaria Di Donato è l’Essere Umano al centro e la sua è poesia religiosa nel senso che riporta alla luce il sacro e il rapporto con esso, che è in ciascuno di noi.

Il dio e i santi chiamati in causa in questa “Preghiera in Gennaio”, ricca anche di rimandi a situazioni bibliche, non sono lontani dal lettore; anzi, si innestano e partecipano della vita, quasi interagiscono, in un’analisi lucida e costruttiva delle loro gesta e degli episodi della loro esistenza, utile esempio in primis per la poetessa stessa, che dell’incontro con loro ne ha fatto un momento privilegiato della propria vita, e poi anche per chi legge. La breve prosa poetica finale, in cui si rivela la realtà riferendola ai Poeti, desta il lettore riconsegnandolo ad una dimensione decisamente umana, della quale è difficile liberarsi. [Angela Greco AnGre]

*

Estratti da “Preghiera in Gennaio” (Macabor, 2021) di Rosaria Di Donato

arcate di luce

arcate di luce nel cosmo
ma preferiamo il buio
le tenebre che invadono
e corrodono
senza un altrove
muto il rumore dei passi
.
§

renovatio

al tuo spazio interiore
volgi lo sguardo
profondamente
cerca la luce
dentro te troverai
ruscelli e laghi
e tutto ciò che fuori
non esiste più
.
§

my god

nel mio cuore
hai segnato
sentieri di sole
nel mio spirito
coltivi
fioriti giardini
ti adoro
signore
e ti amo
con amore
infinito
.
§

Torno all’amore dei poeti perché imperituro, eterno, simile a quello divino. Solo che l’amore di Dio, è misericordioso, mentre quello dei poeti è «impietoso»: vero e nudo come il primo uomo nel giardino dell’Eden, l’io lirico si muove tra scabrosità e armonia trovando un ritmo nel caos. È dono la parola annunciata, è legame che forgia il mondo, che va oltre le cose sconnesse.

***

 Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive. Laureata in filosofia (quadriennale e specialistica), insegna in un liceo classico statale. Ha pubblicato cinque raccolte di poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, Roma, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, Torino 2008; Preghiera in Gennaio, Ed. Macabor, Francavilla Marittima (CS) 2021. Ha partecipato all’antologia Nuovi Salmi a c. di Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, Ed. I Quaderni di CNTN, Palermo 2012. Alcuni suoi testi sono presenti in Voci dai Murazzi 2013, antologia poetica a c. di Sandro Gros Pietro, Ed Genesi, Torino 2013. Poesie dialettali sono inserite nella Rivista i fiori del male 2013 n. 55, quaderno quadrimestrale di Poesia a c. di A. Coppola. Ha partecipato con il gruppo Poeti per Don Tonino Bello alla realizzazione di Un sandalo per Rut Oratorio per l’oggi, Ed. Accademia di Terra D’Otranto – Collana Neobar, 2014. E’ presente nell’antologia I poeti e la crisi a c. di Giovanni Dino, Fondazione Thule Cultura, Bagheria 2015. Ha pubblicato l’ebook Preghiera in Gennaio nella collana Neobar eBooks nel 2017. Ha partecipato all’ eBook n. 217: Proust N.7 – Il profumo del tempo, di Aa. Vv. (LaRecherche.it – Un accordo di essenze). Nel 2019 ha partecipato all’antologia poetica “ Break Point Poetry – Città Poetica”, c. di Patrizia Chianese, nell’ambito dell’ Estate Romana. Ha partecipato all’antologia “Ho sete, l’Arte si fa Parola”, a c. di Maria Pompea Carrabba e Ella Clafiria Grimaldi, Ed. SarpiArte 2020. Collabora a riviste di varia cultura e i suoi volumi si sono affermati sia in Italia che all’estero, con giudizi critici di Giorgio Barberi Squarotti, per esempio, e traduzioni di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annales e Noreal). Partecipa al blog Neobar e a vari siti letterari sul web. Vincitrice di alcuni premi di poesia, si interessa di arte, cinema, fotografia. Dal 2016 cura un laboratorio di scrittura creativa nel Liceo in cui insegna. Premio DonnArte 2020 (Associazione Internzionale Il Tempo delle Donne).

Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Rosaria Di Donato

Rosaria Di Donato è nata a Roma, dove vive. Laureata in filosofia (quadriennale e specialistica), insegna in un liceo classico statale. Ha pubblicato quattro raccolte di poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, Roma, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, Torino 2008. Ha partecipato all’antologia Nuovi Salmi a c. di Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, Ed. I Quaderni di CNTN, Palermo 2012. Alcuni suoi testi sono presenti in Voci dai Murazzi 2013, antologia poetica a c. di Sandro Gros Pietro, Ed Genesi, Torino 2013. Ha partecipato con il gruppo Poeti per Don Tonino Bello alla realizzazione di Un sandalo per Rut Oratorio per l’oggi, Ed. Accademia di Terra D’Otranto – Collana Neobar, 2014. E’ presente nell’antologia I poeti e la crisi a c. di Giovanni Dino, Fondazione Thule Cultura, Bagheria 2015. Collabora a riviste di varia cultura e i suoi volumi si sono affermati sia in Italia che all’estero, con giudizi critici di Giorgio Bàrberi Squarotti, per esempio, e traduzioni di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annales e Noreal). Partecipa al blog Neobar di Abele Longo e a vari siti letterari sul web. Vincitrice di alcuni premi di poesia, si interessa di arte, cinema, letteratura. Dal 2016 cura un laboratorio di scrittura creativa nel Liceo in cui insegna.

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OLTRE LA RETE: Rosaria Di Donato

inquieto sentire
.
costa fatica la poesia
fatica d’essere
fatica d’esistere ogni giorno
rannicchiati alla vita
sospinti dall’inquieto sentire
illuminati da una luce
che altri non vedono
eppure c’è
si mostra
si manifesta
questo filo di parole
questo tessuto di volti
questo tappeto di cose
.
.
.
città
.
a volte viene
il desiderio di rifugiarsi
nella città di dio
celeste gerusalemme
di diaspro e lapislazzuli
fatta d’amore e sogno
.
con la porta stretta
un piccolo varco
per cui passano i giusti
quelli come bambini
fatti a somiglianza
resi semplici
.
qui viviamo invece
nel caos prolifico
a volte sfiorati
a volte assaliti dal male
a volte annientati
consumati dal nulla
.
fantasmi riempiono la mente
delitti impuniti
delitti perpretati contro la vita
nulla vale l’essere umano
dal niente schiacciato
dal niente
.
qui viviamo costretti
consumiamo il non-pensiero
la folla ci opprime
.
chiederà mai qualcuno
ragione del senso
.
.
.
forse le parole
.
forse le parole potranno
donare un senso ai giorni
ravvivare l’imbrunire
.
forse le parole potranno
scandire il tempo dei ricordi
circondare il presente di attenzioni
.
forse le parole potranno
sciogliere il nodo che attanaglia
che soffoca in gola le questioni
.
forse le parole potranno
circoscrivere il diluvio
arginare la deriva dell’io
.
forse le parole potranno
vincere il timore
scardinare la resa
.
forse le parole potranno
accendere il giorno
adescare la vita
.
.

Rosaria Di Donato legge Ancora Barabba di Angela Greco

Recensione: A.Greco, Ancora Barabba, Youcanprint Self – Publishing, 2018, pagg. 44.

La silloge Ancora Barabba di Angela Greco ripropone la scelta di molti autori contemporanei di ispirarsi alle vicende bibliche e ai personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento per comporre prosa, ma, ancor più, poesia.

Quasi a sottolineare l’emblematicità, la durata e la sacralità di taluni eventi e atteggiamenti ricorrenti nelle vicende e nella storia delle civiltà. Barabba, il protagonista, è colui che potremmo definire a pieno titolo come un eroe negativo: tuttavia, il culmine della sua vita non è in un esito tragico, ma nel lieto fine. L’intera opera ha un andamento teatrale che si articola in XIV Stazioni che rappresentano la personale Via Crucis Di Barabba e di Pilato (co-protagonista) in un crescendo di pathos ed empatia sorprendenti. Il dilemma del criminale si attua nell’intrigo dei dubbi e delle paure riguardo alla propria imminente condanna, mentre quello del governatore nel buio del potere per il potere. Gesù, il Nazareno è l’antagonista che, paradossalmente, salverà con la sua morte anche Barabba: Stanno issando una croce, che guarda me.[1] Sarà la croce di Cristo a porre fine alla passione del prigioniero che avrà salva la vita in cambio di quella di un giusto, di un innocente che, invece, il popolo e l’ignavo Pilato, per interesse, condannano. La silloge si apre con i versi tratti da Invocazione a Joyce di Borges: Io sono gli altri. Sono tutti quelli/che il tuo ostinato rigore riscatta. / Son quelli che non conosci, che salvi. In chiusura, troviamo la dedica dell’autrice: A chi muore, a chi salva, / a chi si salva e mai da solo/ogni giorno. Sottolineare la forza dell’Amore quale motore della storia, la potenza creatrice e vitale del Perdono sembrano essere da sempre gli antidoti all’indifferenza e all’egoismo delle moltitudini e degli uomini di potere.

 

Grazie Angela Greco per i tuoi versi!

Un caro saluto,

Rosaria

Roma, 28 Settembre 2018

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[1] Greco A., Ancora Barabba, Youcanprint Self – Publishing, 2018, pag. 33.

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Rosaria Di Donato, Preghiera in Gennaio: disamina di Flavio Almerighi della poesia “Prima che sia notte” e nota di lettura di Angela Greco

      prima che sia notte
ancora vorrei qualcosa
qualcosa di mio
qualcosa che irrompa
nel tempo mostrando
un seme nuovo
un germoglio
e non disamore
.
 .

……Otto versi di una semplicità disarmante, perché nuda. L’autrice riesce, senza tedio per il lettore e/o inutili perifrasi, a delineare bene quello che può essere l’animo di ognuno di noi al momento del calar della sera (prima che sia notte). Il timore ancestrale del buio fa parte dell’uomo, fa parte di una condizione esistente fino all’invenzione della corrente elettrica, che ha cambiato non di poco abitudini e stile di vita. L’uomo è rimasto comunque la stessa creatura arboricola e indifesa, piena di istinto di conservazione e che doveva difendersi anche nel buio, che non la proteggeva dai predatori notturni specie felini. Il senso dell’inquieto e dell’incompiuto irrompe e per certi versi spaventa (ancora vorrei qualcosa/qualcosa di mio) un incompiuto e una paura ancestrale che sentono fortemente il bisogno di qualcosa/qualcuno che le giustifichi e le annetta a un versante non propriamente materiale (qualcosa che irrompa/nel tempo mostrando/un seme nuovo) ma più spirituale, e per questo nuovo, perché la vita non è soltanto mancare di rispetto ad altre vite per salvare la propria e darle qualche nuova ora di luce in più. E qui sopraggiunge il valore di una redenzione che può essere individuale, ma anche un valore comune (un seme nuovo/un germoglio). Fino all’esplosione forte, sincera, del verso finale (e non disamore), dove si evoca l’esatto contrario, l’amore che può coprire, salvare da quel buio che tanto velocemente calerà. Amore che non sia soltanto istinto di conservazione del sé e dei propri cuccioli. Insomma, alla sera della vita, se non c’è qualcosa che non sia soltanto contingenza, la vita stessa non ha significato e non ne può assumere, qualsiasi o qualunque sia il valore per dare significato a una vita che non sia solo sopravvivere, ma vivere e possa diventare anche valore comune. Il resto è la guerra per tornare a essere terra. [Flavio Almerighi]

.

[Angela Greco] – Preghiera in Gennaio, la breve e pregnante raccolta di versi di Rosaria Di Donato – scaricabile dal sito neobar.net cliccando Neobar eBooks marzo 2017 – si apre con la lirica Prima che sia notte, di cui la lettura precisa e densa di Flavio Almerighi fornisce anche una chiave d’accesso all’intera opera. La notte, di cui parla la poetessa e che Almerighi mette ben in chiaro, evidenziandola come buio, quindi come assenza di luce, assume immediatamente la valenza di notte dell’anima, quel momento preciso spesso sperimentato da ciascuno di noi, in cui sembra di essere giunti al punto di non ritorno e dinnanzi al quale nessuna cosa umana regge più e dove, per istinto di sopravvivenza, si tende ad affidarsi al metafisico, al trascendentale. E prima che l’uomo giunga a questo abisso, prima che sia notte appunto, Rosaria Di Donato tenta, affidandolo alla parola poetica, un cammino-percorso intimo, spirituale, che possa in qualche modo fungere da bussola al lettore smarrito in questo mondo non più avvezzo alla religione quale componente del vivere. Nelle undici poesie più una dodicesima composizione assimilabile ad una breve prosa poetica, si incontrano personaggi biblici dell’antico e del nuovo testamento, partecipando di una varia umanità sempre con gli occhi rivolti ad una meta finale, che sappia dare compimento finanche alla stessa poesia.

Rosaria Di Donato ha assimilato le storie bibliche e la storia del Cristianesimo, forgiando poesie in cui i protagonisti accompagnano i passi degli uomini e delle donne moderne, raccontano ancora il proprio vissuto, ma con una voce che carezza, che conforta, che ha quasi pietà delle vicende umane. Si fa notare, oltre all’assenza della punteggiatura, l’uso delle minuscole anche per i nomi propri ad indicare non una gerarchia, ma una parità che esalta l’umanità anche dello stesso poeta.

Oltre la veste, riportata in chiusura, è, a parer mio, forse la lirica più coinvolgente per la valenza metaforica espressa fin dal titolo e per la reiterazione del verso “beato chi ha in sorte la tunica”: un invito esplicito ad oltrepassare le apparenze ed un augurio di concreta presenza di Cristo nel quotidiano decretato dalla sorte, appunto (la tunica indossata da Gesù al processo che lo vide poi crocifisso, essendo un tessuto pregiato e di un certo valore, fu assegnata con un tiro di dadi ad uno dei soldati che presenziavano la sede del giudizio).

Rosaria Di Donato con questo piccolo libro elettronico basato su elementi incontrovertibilmente religiosi non compie un tentativo di convincimento sulla sua religione sentita e vissuta, quanto piuttosto offre una possibilità di venire in contatto con un genere poetico antichissimo, la preghiera, che da sempre ha accompagnato quelle notti dell’anima di cui in apertura, lasciando scorgere in filigrana la sua fiducia nell’uomo e nella stessa poesia, come si legge in chiusura:

Torno all’amore dei poeti perché imperituro, eterno, simile a quello divino. Solo che l’amore di Dio, è misericordioso, mentre quello dei poeti è « impietoso »: vero e nudo come il primo uomo nel giardino dell’Eden, l’io lirico si muove tra scabrosità e armonia trovando un ritmo nel  caos. E’ dono la parola annunciata, è legame che forgia il Mondo, che va oltre le cose sconnesse.

.

oltre la veste
.
beato chi ha in sorte la tunica
.
con tenere mani la tessé maria
tutta d’un pezzo intrecciando
in silenzio la trama con l’ordito
sopra il telaio curva per giorni
interi e notti a inumidire il filo
con sospiri e lacrime-carezze
che bianca la fecero e splendente
non abito ma anima del figlio
redentore
.
beato chi ha in sorte la tunica
.
senza macchia vestì il cristo
fino all’albero ove spoglio
germogliò nel buio delle pupille
astanti ignare del bene ricevuto
di vita come un fiume nel fluire
di Spirito sgorgato dal costato
aperto a rinnovare il mondo
dal peccato ferito dall’odio
consumato
.
beato chi ha in sorte la tunica
.
che al gioco dei dadi fu affidata
da chi sprezzante non riuscì
a smembrarla né lacerarla
ma intera la vinse senza cuciture
né rammendi come la fedeltà
del cristo che totalmente amò
l’intera umanità per sempre
gesù promessa di liberazione
sangue-effuso per gli ultimi
.
.
.
Rosaria Di Donato è nata a Roma, dove vive. Laureata in filosofia (quadriennale e specialistica), insegna in un liceo classico statale. Ha pubblicato quattro raccolte di poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, Roma, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, Torino 2008. Ha partecipato all’antologia Nuovi Salmi a c. di Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, Ed. I Quaderni di CNTN, Palermo 2012. Alcuni suoi testi sono presenti in Voci dai Murazzi 2013, antologia poetica a c. di Sandro Gros Pietro, Ed Genesi, Torino 2013. Ha partecipato con il gruppo Poeti per Don Tonino Bello alla realizzazione di Un sandalo per Rut Oratorio per l’oggi, Ed. Accademia di Terra D’Otranto – Collana Neobar, 2014. E’ presente nell’antologia I poeti e la crisi a c. di Giovanni Dino, Fondazione Thule Cultura, Bagheria 2015. Collabora a riviste di varia cultura e i suoi volumi si sono affermati sia in Italia che all’estero, con giudizi critici di Giorgio Bàrberi Squarotti, per esempio, e traduzioni di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annales e Noreal). Partecipa al blog Neobar di Abele Longo e a vari siti letterari sul web. Vincitrice di alcuni premi di poesia, si interessa di arte, cinema, letteratura. Dal 2016 cura un laboratorio di scrittura creativa nel Liceo in cui insegna.
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Immagini: Mimmo Jodice, Figure del mare (in apertura), 10; Mare e Monti, foto di F.sco Magnano (al centro); Rosaria Di Donato, dal web (in chiusura).

INSIDE THE STONE pagina seconda

logo INSIDE THE STONE pagina seconda

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Il sasso nello stagno presenta la seconda pagina del suo progetto interattivo lanciato la settimana scorsa (clicca qui), la seconda micro antologia realizzata con le espressioni artistiche proposte dagli Amici nello spazio omonimo del socia network blu.

Poesia e pittura che raccontano giorni particolari: lavori realizzati nel corso di un tempo che ha lasciato un segno nella sensibilità di chi non lo ha vissuto solo per obbligo, ma ha voluto dire la sua, con carattere e decisione, fermando il momento da donare, poi, anche a noi.

In questa seconda pagina leggeremo poeti non per caso e fruiremo delle emozioni visive di pittori professionisti, che hanno scelto di essere insieme in questo luogo per essere alternativa e risposta, come tutta l’Arte deve saper essere, a questo presente d’incertezza e instabilità. Perché siamo tra coloro che, nel raccontarlo in tutto quel che è, credono che l’Arte e la Poesia davvero potranno salvare il Mondo.

Buona lettura e grazie a tutti per la preziosa presenza. [Angela Greco]

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Andrea Pirani - Indifferenza acrilico su tavola 90x90
Andrea Pirani – Indifferenza acrilico su tavola 90×90

“Quanta indifferenza, quanta solitudine in questo nostro viaggio dello spirito attraverso la materia!” (Andrea Pirani)

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Vulnus.

di Franco Floris

 

Vulnus

ferite aperte

gocciola

il mio sangue amaro

ombre

di infinita tristezza

chiudono

il mio animo.

(Borore, 25 ottobre 2013)

 

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Come un ruscello.

di Franco Floris

 

Come un ruscello svelto d’acqua chiara

ridono le mie lacrime nel sole;

la mia anima lenta non impara

a difendersi dalle parole.

(Oristano, 15 marzo 2011)

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Nadia Rosati - Con occhi di bimbo (acquarello e tecn. mista su tavola)
Nadia Rosati – Con occhi di bimbo,
acquarello e tecn. mista su tavola

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[Vomito boschi dalle erbe odorose]

di Davide Cortese

 

Vomito boschi dalle erbe odorose,

unicorni dalle storie millenarie.

Con un solo filo dei miei pensieri

giovani marinai dimenticano il mondo

intrecciando con dita di scheletro

gasse degli amanti e nodi dai nomi

che i loro figli mai nati

non smettono ancora di inventare.

Ciò che si muove nel mio ventre

è l’intero mondo,

bagnato fradicio, fino al cuore di fuoco,

dalla pioggia splendente della vita.

Ma sarò solo una gabbia d’ossa

se ora tu non verrai ad amarmi.

Sarò il cimitero dei miei popoli iridati,

degli arcani baciatori,

dei miei incendiari poeti.

Sarò maestoso nubifragio di tristezze

se solo tu ora non verrai.

 

 (ANUDA – Aletti Editore, Roma, 2011)

 .

Sergio Angeli - Mio mondo_00 dal ciclo Giostra di vita, destino mio che pulsa. Inchiostro e acrilico su carta 42x30 anno 2013
Sergio Angeli – Mio mondo_00 dal ciclo Giostra di vita, destino mio che pulsa. Inchiostro e acrilico su carta 42×30 anno 2013

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Non conosco fiori.

di Franco Floris

 

Non conosco fiori

ma solo dei colori

buttati stancamente

tra le spine.

 

Non conosco la luce

ma solo dei lampi

fugaci, vuoti crampi

nella notte.

 

Non conosco amori

ma solo gusci vuoti

maschere senza volto

occhiaie vuote.

 

Non conosco il tempo

ma ore senza giorni

albe senza tramonti

e senza notti.

 

Non conosco poesia

ma rime senza cuore

cuori senza dolore

né allegria.

 

Là dove il vuoto

tende la sua mano,

là dove il nulla sposa la follia,

la dove la vita scende piano

a cercare la fine

della via.

 

 (Borore, 1 novembre 2013.)

 .

Beatrice Riva - In Astrale, olio su tela, cm120x100
Beatrice Riva – In Astrale, olio su tela, cm120x100

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VOLTI

di Antonella Troisi

 

Ti cerco fra sconosciuti volti anonimi

i miei occhi disperati

non hanno più la forza di muoversi

dove sei amore mio?

dove sono le tue promesse?

 

Indugio fra la folla

in-consapevole che il mio sguardo

mai più s’incrocerà con il tuo

dove sei amore mio?

dove sono le mie illusioni?

 

Giorni, mesi, anni son trascorsi

saprò riconoscerti fra sconosciuti volti?

 .

Kostia - Velina (cm 62x92) - Tecnica mista su sughero ( China, acrilici, smalti e oro liquido)
Kostia – Velina, tecnica mista su sughero
(china, acrilici, smalti e oro liquido, cm 62×92)

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a pierpaolo pasolini

di Rosaria Di Donato

 

pierpaolo non posso

stasera scrivere di te

ora devo dire

dei clandestini che affondano nel mare

 

commercio disumano

vite-mercescaduta scempio

genti condannate a non esistere

dall’abisso divorante di sabbia ed acqua

 

ma più abissale ancora

in questo tempo

di sviluppo tecnologico globale

la contraddizione

che uniti vede gli aggettivi

global e diseredato

che opposti vede i sostantivi

libertà e perduto

 

la morte non è sempre assassina

un angelo protegge i senza-volto

 

affondano nel mare clandestini

ma diseredati alla coscienza

tornano seppur sconfitti

 

la storia è loro

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fotocomposizione by AnGre
omaggio a Pasolini by AnGre

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