TRE ANNI CON IL SASSO NELLO STAGNO di AnGre!

3 anni de Il sasso nello stagno di AnGre

GRAZIE A TUTTI
per questi tre anni insieme tra Poesia & Arte!

Un grazie di cuore ai miei preziosi collaboratori e a ciascun Amico che, anche solo passando da qui, ha contribuito a rendere questo luogo una risposta concreta a tutto quello che di poco bello ci sta accadendo intorno e al quale non vogliamo assolutamente abituarci. (by AnGre)

§

“Venite, amici, che non è tardi
per scoprire un nuovo mondo.
Io vi propongo di andare
più in là dell’orizzonte
e se anche non abbiamo l’energia
che in giorni lontani mosse
la terra e il cielo
siamo ancora gli stessi
unica, eguale tempra
di eroici cuori.
Indeboliti forse dal fato
ma con ancora la voglia
di combattere, di cercare,
di trovare, e di non cedere.”

*

Alfred Tennyson, “Ulysses“, 1833
(poi ne “L’attimo fuggente” film di Peter Weir, 1989)

[senza titolo] di Annamaria Giannini

katrin-alvarez
Katrin Alvarez, Dies Irae, 2007

 

[senza titolo]

(Una bambola sporca

senza mani bambine a imboccarla

senza culla a venire o nido a tornare

ha riempito due grammi di cielo

di tutto l’orrore del mondo)

 

è forse che non ci meritiamo estate

in questo tempo di missili e di inganni

dove la gola copre tenerezza, cede il mallo

quando la mano spacca il guscio e trema

del non avere bandiera a sventolare, le parole

sono divise, mute, senza mostrine o senso

cercano un luogo dove riposare

 

è dentro il bosco che si è perso il cielo

tra i rami di un’idea che si apre bocca

appesa a un nido senza più il ritorno

 

come fosse possibile spostare la morte

dal fiume e sedersi ad albe nuove

immemori

su un marciapiede che del bambino

serba una fiaba e qualche piuma

*

Annamaria Giannini

poesia inclusa in Voci di cambiamento, AA.VV. a cura de Il sasso nello stagno di AnGre, pdf scaricabile qui: VOCI DI CAMBIAMENTO AA.VV – poesia & arte 27settembre’14 – Il sasso nello stagno di AnGre

Sebastiano A. Patanè Ferro, Riprendimi madre (stabat mater dolorosa)

gasparro_Stabat-Mater-dolorosa
‎‎Giovanni ‎Gasparro, “Stabat Mater dolorosa”, olio su tela

 

riprendimi madre (stabat mater dolorosa)

 

cosa ne è stato della meraviglia

che custodiva il giorno dopo, un poi

che certamente sarebbe giunto

con tutte le sorprese chieste a S. Lorenzo

quando bella, questa madre, tratteneva

ogni lacrima nella bocca chiusa

martirio del silenzio, madre mia

sangue senza dolore o rigurgito

 

stanno sciogliendo i tuoi capelli bianchi

e riempiendo gli occhi di sale

– sai, quello scoglio, adesso, è

circondato dal mare-

ogni flusso deviato è una piaga

sul tuo corpo Maria dal vento generato

e mi chiedo che ne sarà dei bimbi

nati nel posto sbagliato

 

tutta la gloria presa

adesso devo chiederla per restituirla

cercarla e anche rubarla dalle mani

di tutti perché la gloria è tua, madre

e non certo dei tuoi assassini

devo togliere quei ferri che t’inchiodano

alla nostra croce e alle nostre ferite

e che si spalanchino pure le bocche

 

della paura, che bruci l’arroganza

del sentirsi padroni ché mille antenne

non valgono un filo d’erba e la speranza cresce

solo sul brillare della spuma d’ogni mattina

ché non può esserci ombra senza corpo

e non c’è piuma d’ala che non valga tutti i metalli

del mondo riscritto a immagine e somiglianza

della malattia che siamo sempre stati

 

ti glorifico, madre e nel tuo nome

cedo la mia carne prostituta alla terra

riprendimi, ti prego, nel tuo ventre

riprendimi nel tuo amore

no, aspetta, madre mia, voglio provarci ancora

 

*

Sebastiano A. Patanè Ferro

inclusa nella raccolta Voci di cambiamento, AA.VV – pdf a cura de Il sasso nello stagno di AnGre scaricabile qui: https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2014/09/27/voci-di-cambiamento-autori-vari-voices-of-change-poetry-pdf/

VOCI DI CAMBIAMENTO, Autori Vari – Voices of change, poetry / e-book scaricabile gratuitamente

change
Take Change in Your Own Hands (dal web by flickr.com)

“Voci indipendenti dal giorno specifico in cui ci rendiamo pubbliche, abbiamo scelto di far parte di una a-temporalità che renda attenzione ad un forte bisogno collettivo qual è il cambiamento, che urla realizzazione nello spazio che siamo e che attraversiamo, consapevoli del prestito e non del possesso di quanto ci viene benignamente fornito dalla sorte. […] Ed è la parola, poetica e pittorica in questo caso, alla quale chiediamo e a cui affidiamo la nostra volontà di cambiamento, partecipando all’azione globale dei 100mila Poeti (100 Thousand Poets for Change) e artisti mobilitatisi a livello mondiale in questo 27 settembre 2014 per essere unica e forte voce contro tutto quello che sta portando alla deriva l’Uomo…”

SCARICA IL PDF QUI:

VOCI DI CAMBIAMENTO AA.VV – poesia & arte 27settembre’14 – Il sasso nello stagno di AnGre

Autori:

*Cataldo A. Amoruso  *Antonino Caponnetto  *Daniela Cattani Rusich

*Mirta De Riz  *Franco Floris  *Annamaria Giannini

*Angela Greco  *Pasquale L. Losavio   *Daìta Martinez

*Sebastiano A. Patanè-Ferro  *Romeo Raja  *Roberto Ranieri

*Augusto Salati  *Nunzio Tria  *Antonella Troisi  *Giorgio Chiantini

*Gianni Gianasso  *Kostia

Il sasso nello stagno di AnGre per 100 Thousand Poets for Change ...

INSIDE THE STONE extra

Inside the stone extra page by Il sasso nello stagno di AnGre

Una pagina extra, un dono in più che alcuni amici e collaboratori del blog hanno voluto fare ai lettori; un nuovo momento in cui poter essere noi al posto di io. L’esperienza delle microantologie create con i contributi pervenuti sulla fan page  – consolidata nelle dieci pagine precedenti questa –  continua a meravigliarmi, come tutte le collaborazioni  che mirino a creare qualcosa che esuli dall’individualismo che ci circonda e a cui speriamo di non arrenderci mai.

Ecco allora versi ed immagini che fermano e trattengono vissuti speciali, attimi precisi da condividere, da vivere ancora e sentire insieme, per acquisire bellezza, emozione, carica vitale, risposte e reazioni necessarie al vivere a-sereno, che incombe. Buona lettura a tutti e grazie a chi ha reso possibile questa pagina. (Angela Greco)

ph.Giorgio Chianini - Latera (VT)
scorcio di Latera (VT), fotografia di Giorgio Chiantini

 

Residui

Non sono che gocce consumate

Quelle che scendono per irrorarmi

Secca la bocca e rugosa la pelle

Lento, cammino al margine del muro

E sono stanco e m’appoggio alla ringhiera

Dei ricordi né il vento solleva più

La forza che avevo un tempo

Perdo ogni giorno un po’di quella

Speranza e l’irruente bussare dei sensi

Si sono assopiti, rimane neppure il sogno

Che sempre mi tirava in disparte

Per dirmi di violente passioni

E nuove leggende dell’arte….

Chiedo degli amici, o sono morti

O sono in altri lidi a leccarsi le ferite

Tutti, tutti dobbiamo raccontarci

Quello che eravamo e nessuno

Osa guardare verso il confine

Con progetti ed illusioni di allora.

Vedo appena dove stanno i miei piedi

E odo sempre il ronzare di una mosca.

 

(Augusto Salati)

 

ph.Ornella Maggioni - Perfezione naturale
Perfezione naturale, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

La felicità dei nuovi poeti inglesi

Forse sto solamente diventando pazzo

disse Pete Townshend

il fatto è che annoiandomi a morte

vedo tutto più chiaro.

Ci sono in Inghilterra 46 mila poeti

nessuno dei quali pubblica libri

disse Pete Townshend

e anch’io voglio narrare qualcosa

nell’abbraccio della mia solitudine.

Però i party

gli amati Spring Break

cosa significano?

non sono messaggi

forse il cielo è già stato raggiunto

disse Pete Townshend

ma tu

quel che vedi nel sole

scrivilo in nero sulla porta di casa.

E si allontana per le Highlands piovose

e non pensa, chissà,

al vento nella casa natale di Keats

a Syd Barrett e Nick Drake

fratelli di sangue

a Shelley

brivido bianco

all’insonne stagione dei calici dolci

Pete Townshend lancia inni nel buio

e scompare nascendo

custode dell’eterno mattino

felicità dei nuovi poeti inglesi.

 

(Francesco Luglini)

 

opera di Renata Rivka Renzoni
opera di Renata Renzoni

 

[immagina…]

Immagina…senza fretta, gioco pulito, occhi di chissà,

che si sposti il vento, come l’aquila da beccate al mondo,

precipitare senza il freno, produrre scintille dal veleno,

immagina…tempo a piovere, tempo di burrasca,

una barchetta di carta ha una rotta e basta,

sali o non vuoi sfidare una manciata di stelle a bruciare,

avvicina il volto, non temere il temporale,

perché ti stringo la mano, ho buttato il timone,

io l’ho visto quell’angelo indisciplinato,

ha due ali anche per noi, goffi pacchetti di miele,

andremo a lanciarci nel vuoto e poi?

Non lo voglio sapere.

 

(Renata Renzoni)

 

ph.Ornella Maggioni - Trame
Trame, fotografia di Ornella Maggioni (Orny Ma)

 

A mio padre

Per te

che nel silenzio sei tornato

a visitare sogni ed emozioni

e vivido lo sguardo mi hai ridato

per seguitare a scrivere canzoni

come da rosa a giglio sai volare

e sai portare ruvida pazienza

nell’azzurro degli occhi tuoi c’è il mare

porto sereno della mia esistenza

reco sotto la pelle la tua essenza

torno fanciullo alla mia innocenza.

 

(Franco Floris, maggio 2014)

 

ph.Giorgio Chiantini - vicolo baciadonne di Citta' della Pieve
scorcio di Città della Pieve, fotografia di Giorgio Chiantini

 

Memento

Frammenti di un puzzle

dispersi

si ricompongono

in un memento d’immagini,

uno specchio senza ombre

riflette eventi

con cui far tondo per quadrare il futuro

 

(Antonella Troisi)

 

*

INSIDE THE STONE 10 e lode! Dieci poesie per Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE - pagina decima - microantologie - Il sasso nello stagno di AnGre

Con la decima pagina si chiude l’esperienza delle microantologie create con i contributi giunti dagli Amici della fan page, con qualche inclusione esterna in nome della tanto cantata collaborazione in cui io personalmente continuo a credere, nonostante il riscontro, anzi lo scontro con la realtà.

Inside the stone nel corso di questi sei mesi è diventata un’antologia attualmente in pubblicazione per le Edizioni Smasher e ha regalato a Il sasso nello stagno, oltre alla conferma di collaborazioni e amicizie di vecchia data, una nuova pagina dedicata alla poesia di Franco Floris – che a breve presenteremo sul blog – e l’ incontro con altri amici, come il prezioso Augusto Salati, artista di rilievo e scrittore mirabile di versi e prose; figure queste due ultime nominate, che hanno sempre scelto di condividere i loro lavori in questo spazio, come pure la cara Antonella Troisi e il carissimo Cataldo Antonio Amoruso, autori con i primi due maggiormente presenti in queste dieci pagine e autori presenti anche nell’Antologia insieme con Antonino Caponnetto, Romeo Raja – già collaboratori del blog – Mirta De Riz e Cettina Lascia Cirinnà, presenze sempre disponibili e affettuose.

Il mio GRAZIE DI CUORE va comunque a tutti i poeti, gli artisti e i fotografi che in queste dieci pagine hanno collaborato a costruire anche in minima parte quel NOI in cui questo blog crede fermamente.

Angela Greco

*

INSIDE THE STONE dieci e lode!

sfondo

*

Chimere

di Antonella Troisi

 

Chimere

viaggianti

su treni a vapore

emigrano

in cerca di nuovi mondi.

Le inseguo

di stazione in stazione.

Elusa le lascio andar via

raminga di altri inganni

dei sensi e della mente.

 

*

Pallidi vapori.

di Franco Floris

 

Tu, pallidi vapori

nebbia che entra nell’anima,

raggio di sole nell’ombra

lieve

ti posi sul mio corpo

entri nei miei sospiri

e guidi la mia anima

nell’immensità.

 

*

[senza titolo]

Augusto Salati.

 

Ieri ho visto la sede dei morti

Di un paesino abbandonato

Le croci sfidano i cipressi

mangiati dalla ruggine dei tarli

Le lapidi corrose sono morte

Sui morti e nessun fiore

Tranne le margherite prataiole

Fanno caldo al freddo volto

Dei dispersi, dei dimenticati

Come è triste essere immersi

In un cimitero abbandonato

Coperto di rovi e silenzio

Increspato da ignare farfalle

Che passano al posto dei vivi.

 

*

Sogno un paese dove comincia il cielo

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Sogno un paese dove comincia il cielo

Un computo esatto di nubi

E piogge che persistono

Ma lente, indivisibili nei fili

E spere di sole incancellabili, filtri

E visi dagli occhi liberi

È una linea inesatta, poco altro

A rimarcare povera e folle la mia felicità

Di un attimo di un’ora

D’un tempo ormai esatto

nel luogo di un sorriso, d’un volto, d’una intesa

una stretta di mano che completi

Per sempre, per la vita che non si è arresa…

 

In un paese così io vivo

– non saprei dirti quale –

lì ho tutto quello che manca

in punta di piedi

e da lì tutto osservo ciò che trapassa

nei miei giorni da allodola

senza toccare terra

per quanto mai possa.

 

Lo so, domani non sarà mai domani.

 

*

Occhi

di Antonella Troisi

 

Con i miei occhi

vedo coltelli

sospesi

nell’aria

 

vedo braccia

che stringono caffettiere vuote

e deflagrano

 

vedo gambe

che s’incrociano

per non andare avanti

 

vedo un corpo

addormentato sul letto

che si risveglia per terra

 

vedo la disperazione

nei tuoi occhi

 

vedo la mia vita

defogliarsi

rapidamente

 

*

Compagno di sogni.

di Franco Floris

 

Chi siede stasera all’aperto

divide il fresco della notte con me

guarda le stesse mie stelle

pensa i miei stessi pensieri

piange con me per amori mai nati

per amori finiti

per amori sbagliati

ride con me

o di me

per errori banali

o ripensa con me

a sogni speciali.

Ridi, piangi

sogna e ricorda con me

compagno della mia anima.

 

*

Come echi o riverberi

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Come echi o riverberi

Speculari pensieri

Assidui fili e piogge

Confondono gore

E rogge

E’ quel che posso

Una carezza nel tuo risveglio

E nel tuo giorno, taciuto

Un petalo amico tra le pagine

O complice, in un risvolto

Dove e quando mi sai

Tu leggermi, dentro.

 

*

Gemme

di Franco Floris

 

Solo e confuso

un viso d’ombre delicate

sfiora la mente

un battito di ciglia

un ingenuo profilo

tenero lotta

col sole del tramonto

s’aprono in me

legioni di visioni

che danzano nel vento

rubato al tuo respiro

e schiuma e ritmo

emettono le onde

dolce un profumo

di gemme e di rubino.

 

*

[senza titolo]

di Angela Greco

 

questo silenzio sfila la trama alla gioia di saperti

per ricamare attese a giorno ordite di speranza

strappa afonie e al contempo lacrima trasparente

lungo solchi per labbra che conoscono la vocazione

zittita in punta di lingua per non pronunciarne nome

 

ascolto e aspetto il termine delle nuvole peregrine

nella corsia di sorpasso del nostro azzurro preferenziale

che collima vette traguardate dallo stesso occhio

aperto a distanza e perso nell’iride che fronteggia

leggendo esattamente tutto quello di cui non si ha parola.

 

*

Amica luna.

di Franco Floris

 

Che vado a raccontarti,

amica luna,

che placida spandi

luce serena

tu conosci i miei crucci

e le mie gioie

e silenziosa ridi

dei miei affanni

vedi come imbiancato

hanno gli anni

quel ragazzo selvaggio

e capriccioso

ricco di sogni

e povero nel cuore.

Placida e silenziosa

te ne stai

e una dolce melodia

mi invade il cuore.

 

*

fotografia di Ilaria Giombelli.
fotografia di Ilaria Giombelli (Ila Gi)

 

…e che la rete non fermi mai il nostro volo di farfalle…(A.G.)

*

INSIDE THE STONE pagina nona

Inside the stone 9 pagina nona

La poesia è una risposta concreta alle giornate piovose dell’anima, alle attese ancora da realizzare, ai sogni da concretizzare; un colore necessario per dirci e saperci vivi. La nona pagina del nostro progetto di collaborazione vede i versi di amici preziosi e costanti per presenza e partecipazione, motivi che creano affetto e adducono maggior stima per quella testardaggine che condivido appieno, di non arrendersi davanti alle quotidiane intemperie, ma di continuare a danzare sotto la pioggia anche quando si ha l’ombrello rotto. Perdonatemi le metafore, ma l’artista scelto non a caso per accompagnare questi movimenti dell’anima, Paul Klee, insegna proprio a guardare “oltre” il primo significato e l’ultima maschera, quella che ci difende dal mondo e che alla fine è quello che tutti vedono di noi.

Grazie di cuore agli autori e buona lettura a tutti.

(Angela Greco)

*

Paul Klee - Giardino di Tunisi 1919
Paul Klee, Giardino di Tunisi (1919)

.

[mi rimane il cielo, e il muro]

di Cataldo Antonio Amoruso

 

mi rimane il cielo, e il muro

alto di cinta e fondi di bottiglie

una polvere compagna e i pioppi

bianchi come la strada al sole

questo era un percorso

di scarpe tramandate di figlio in figlio

lo stringevo nelle spalle, quel corso

senza scatti per difendermi, di volpe in volpe

avevo solo gli occhi

bassi

e i passi

lenti da far rabbia

e dita senza nocche

come quelle degli angeli

chini sul volto del bambino

 

di quel cammino mi restano superlativi

di aggettivi – bellissima! – di modi di dire – piano piano

e un piccolo mondo superstite:

premo sugli occhi

con accanimento

perché viva

o muoia

indifferentemente,

purché mi lasci,

per sempre

come le cose più immerite e belle

non come i pensieri pronti

divorandomi a tornare

 

è una strada di sole viste

in un destino d’agosto

la rifaccio in silenzio

nella controra più assorta

quando neanche i cani mi ascoltano

e vedo solo code

verticali di gatti predatori

sono passato per queste strade

mille e mille morti di là da venire

che nemmeno sapevo

e già piangevo

per l’ingiustizia estrema

di vivere non come i gatti

avidi nei cassonetti

non come i cani

sereni sui marciapiedi

ma solo di vivere ho pianto

e d’agosto

quando la bocca è secca

e ci vuole cuore

e ci vogliono polmoni

per tirare la vita in secca

come una barca

e portarsene dentro un pezzo

di quella strada sfatta

all’insaputa, insieme.

Paul Klee, Temple Garden (1920)
Paul Klee, Temple Garden (1920)

.

Quando la pace scenderà su me.

di Franco Floris

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio viso

e quelle labbra che spesso il sorriso

hanno dimenticato.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio corpo

che troppo spesso ho maltrattato

come se fosse il corpo di un nemico.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia laverà il mio cuore

spesso strappato per il troppo amore.

 

Quando la pace scenderà su me

goccia su goccia

come dolce pioggia

la berrò e sarà dolce

come un canto

e non amara

come questo pianto.

in-the-style-of-kairouan-1914
Paul Klee, In the style of Kairouan (1914)

 .

6.30 del mattino

di Antonella Troisi

 

Fuma,

la vecchia fuma

in riva al mare,

gonna rossa a fiori

camicia a righe bianche e blu.

 

Fuma,

la vecchia fuma

in riva al mare

e parla con se stessa.

Lancia la lenza

attende

lei.

Io

muta,

nuoto via

prima che l’ardiglione

m’incastri.

Paul Klee, Tale à la Hoffmann (1921)
Paul Klee, Tale à la Hoffmann (1921)

.

Ho nostalgia di te

di Augusto Salati

 

Ho nostalgia di te

Polla misteriosa

Apparsa tra la pioggia

Del mercato

Come un tuono nel cuore

Frizzava la tua faccia

Di piccole lentiggini

Come sul fiore

Della rosa canina

Tu m’hai guardato

Fermandoti sorpresa

E non so quale fuoco

Di rossore colorò

Il tuo fragile viso

Fu un attimo, un sogno

Non so la calamita

Come ci avvicinò

Con tanto impulso

E ci guardammo

Affiatati come due

Passeri in amore

Bastò un sorriso

E quegli occhi, quegli occhi

Suoi dentro i miei

A sfoderare sentimenti

Di giovani primavere

I suoi capelli

Bagnati di parole

Sfiorarono le mie labbra

E sentii il suo calore

Di svelto respiro

Passarmi per la gola

Cercando il cuore.

Ci vedemmo altre volte

E il primo bacio

Scompaginò il mio petto.

 

(Dedicato soprattutto a chi non crede al colpo di fulmine!)

Paul Klee - 1914 - Garden in St Germain in Tunis
Paul Klee, Garden in St Germain in Tunis (1914)

.

Diamante.

di Franco Floris

 

Fresca d’estate, di color vermiglio

sapiente danzi la tua sicurezza

apri il tuo fiore come fosse giglio

offri della tua vita la pienezza.

 

Solo chi cede amore amore prende

e al tuo cuore gentile lieto beve

liquido terso come sciolta neve

che dai tuoi fianchi limpido discende.

 

Schiava e regina d’amorosa lotta

lieta comandi e lieta ti abbandoni

regali e spandi attorno a te i tuoi doni

terso diamante in una oscura grotta.

 

*

INSIDE THE STONE pagina ottava

Inside the stone 8, pagina ottava

Questa ottava pagina di Inside the stone, le microantologie realizzate con i contributi degli amici che seguono il blog, presenta i versi di tre autori di casa qui su Il sasso nello stagno, accompagnati dalle opere dell’artista italiano Mario Schifano.

Una poesia, quella che arricchisce questa pagina, che parla di sentimenti come nella migliore tradizione poetica, ma che – mi piace sottolineare –  soprattutto racconta il mondo interiore di questi poeti, attraverso uno sguardo, che forse ci lascia stupiti del fatto che siano tutti uomini (e soltanto Uomini) a scrivere, parlando attraverso il sé, agli altri, come la vera Poesia deve saper fare.

Buona lettura, quindi, sempre fermi nel principio che questo mondo potrà essere salvato solo dalla Bellezza.

(AnGre)

*

Mario Schifano - Futurismo rivisitato a colori, 1965
Mario Schifano – Futurismo rivisitato a colori, 1965

.

Bagno notturno.

di Franco Floris

 

Nubi

scorci di luna

brezza leggera

le onde scompiglia

arruffa in riva

la bianca schiuma

notte

serena

scintillio delle onde

il mare si richiude

sul mio corpo

che freme dolcemente

alla carezza.

Dolce l’unione

con l’universo tutto

sono in pace.

Mario Schifano - Beebe's Garden Summer Morning, 1964
Mario Schifano – Beebe’s Garden Summer Morning, 1964

 .

Davanti ad una giovane donna dormiente svestita amorevolmente.

(Augusto Salati)

Tu mi fai morire dolce creatura. Dormi e non sai che chi ti guarda non sa trattenere lunghi sospiri di desiderio, non basta quel che vedo, è l’anima che vola con la fantasia accostandomi alla tua carne maliziosa precipitandomi nel caldo uso dell’estasi.

opera di Mario Schifano
opera di Mario Schifano

.

un azzurro rimane

di Cataldo A.Amoruso

 

un azzurro rimane

anche quando ti allontani

e passa tra le tue dita

come fanno le parole amiche

che s’aprono e dicono

dei cieli che verranno

 

vanno, parole e nubi

traversando i sogni

quelli che le tue mani

bianche

rilasciano sulle febbri

e ansante

sono al tuo seno

come uno stelo

nell’aria di un bicchiere

 

sei tutti i domani

e tutto il tempo

sei la pioggia a filo

e i rami che risalgono al cielo

sei le mie braccia

sono le tue mani.

 opera11

.

Il momento.

di Franco Floris

 

Dolce il tepore delle coltri

Dolce il silenzio pieno di sussurri

Resto immobile

Si avvicina

Il momento di te.

Mario Schifano - Tableau peint pour raconter l'inquiétude amoureuse de Susi, 1970
Mario Schifano – Tableau peint pour raconter l’inquiétude amoureuse de Susi, 1970

.

Segno del nostro tempo

di Augusto Salati

 

Forme incompiute itineranti

scuotono il mio essere

come le ceneri dei rapporti

serpeggianti e insonori

delle genti che diverse campane

suonano come fossero d’acqua

e nessuno più è certo

di cosa parte e cosa arriva

dalle stazioni del pensiero…

Il fiume di parole sbrigative

restano sospese dall’inanità

spezzate o incompiute

dalla velocità della materia

che illude la precisione

Dell’orologio di chiarezza.

Troppa comunicazione

intacca l’unghia della percezione

e la lingua è secca di verità

che trabocca in disadorna follia.

Ho imparato a chiudere

Le certezze nella serra del sole

E le confuse ipocondrie

Nelle terre insulari remote.

Mario Schifano - O sole mio, 1963
Mario Schifano – O sole mio, 1963

.

Sei dove batte il cuore fondo degli ulivi

di Cataldo A.Amoruso

 

Sei dove batte il cuore fondo degli ulivi

Dove scoscende a mare una ripa assidua di parole

Lì sono a stormire le onde

in un fragore rampicante

di appigli e di maree

e schiere

ricurve di viandanti

questuanti sogno

ripongono fatiche

ai bordi delle strade

la terra si fa rovo di silenzi aguzzi

e appunta segni anòdini

a ricordare azzurre marce

e interminate di avvicinamento

 

è passato un secolo qui a lato

e nulla muta

se ti cerco

tra le rovine di un calvario antico

sono felici le insoddisfazioni

ed è qualcosa da vivere, trovarti

col tuo cuore d’ulivo, netto

dove più forte batte di terra

un cuore che ti sapevo

quello che precede i giorni.

 

*  *   *

 Tutte le immagini delle opere di Mario Schifano sono tratte dal sito ufficiale http://www.marioschifano.it/opere.php, dove si possono anche leggere notizie sulla vita e sul lavoro dell’artista.

*   *   *

INSIDE THE STONE pagina settima

Inside the stone pagina settima - le microantologie deI Il sasso nello stagno di AnGre

INSIDE THE STONE apre oggi la sua settima pagina di poesia, densa di autori e versi particolari, che accomunano, che parlano d’amore, che invitano alla speranza e al continuare a crederci, in questa poesia che senza alcuna ombra di dubbio ci rende migliori!

Grazie di cuore agli Autori, per le loro differenti espressioni artistiche e buona lettura accompagnata dalle opere di Jack Vettriano (http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Vettriano)

*

Jack Vettriano The Singing Butler oil on canavas 28 x 36 inches

TANGO

di Mirta De Riz

 

Mi troveranno il ventuno a primavera

guardar fisso lassù, l’ultima sbiadita stella.

Mi troveranno senza più Poesie né giorni,

lavata di pioggia e lagrime, laggiù nella radura

dove  i cervi bramiscono alla luna.

E nessuno saprà della mia ultima voglia di vita,

indossata con  calze a rete e  bicchieri  di sangria.

E del lento blues ondeggiato

aggrappata ad una camicia sudata,

a due occhi senza luce, a due parole ubriache.

Allora vibreranno ancora forti nell’aria le note di un tango,

ultime testimoni vaganti  di  cieco furore,

alla ricerca di una ormai inutile pietà.

 *

Jack Vettriano Private Dancer

A volte.

di Italo Zingoni

 

A volte succede

di trovare l’amore per caso

assonnato su una panchina, deluso

dal tempo che sfiora la sua solitudine

seduto sul legno di una rugginosa altalena

sulla pietra di uno scoglio in un posto qualunque

in un giorno che il vento si è appena fermato

in un minuscolo seme che affonda radici

nella terra che s’imbeve di scorie,

 

sono forse le storie più belle

quelle che però raccontare non devi

quelle che gli altri non vogliono udire

e che mai potranno vedere.

 

Resti tu al di fuori di tutto

nel contesto di un sogno che hanno tradito

in un mondo che mai avresti voluto

e che al vivere nega perfino la vita.

 

In questa partita che ti vede sconfitto

almeno ti resta un amore un po’ trasandato

un volto distratto da un cane randagio

da un segno sul muro che invoca un ritorno,

 

a volte succede

di trovarlo per caso e raccogliere un fiore

ormai senza radici che si nutre di niente

per farne un gioiello da tenere sul cuore.

 

A volte succede. (Sempre più raramente !)

 

(In attesa del 2014 – Inedito – © t.d.r.)

 *

Jack Vettriano Game Of Life

Siamo noi.

di Franco Floris

 

Siamo noi che armiamo i potenti,

siamo noi con i nostri silenzi,

livide le nostre paure,

indifferenti scuotiamo le spalle

voltiamo le spalle

e lasciamo sian altri a lottare.

Fitti camminiamo per strada

dal nostro lato del marciapiede

chiusi nel nostro interesse,

sazi della nostra routine.

Paurosi d’ogni cambiamento

circoscriviamo la nostra lotta

tratteniamo le nostre ire,

spegniamo i nostri fuochi sacri.

Soffochiamo in gola

le nostre urla di rabbia,

Piangiamo con occhi asciutti

lontani dall’anima,

paghi del nostro esser giusti.

 

(Ghilarza, 16 gennaio 2014)

 *

Jack Vettriano Night Geometry

 

Osservazione e miseria

di Augusto Salati

 

Scendo tra le siepi del mondo

A leggere amori senza storia

Orgiastiche sequenze di sesso

Come sfogo frustrato dei sensi

Or dov’è il dolce frastuono

Dei cuori che si cercano

Bruciando il sangue nelle vene

Per piccole incomprensioni

Dov’è l’ansia di attesa, una carezza

Il prolungato guardarsi negli occhi

Prima d’infrangersi sulle labbra

L’ammirazione, la gentilezza

Camminare insieme come farfalle

Le mani strette e delicate

Sui tumulti del cuore…

Sentimenti feriti e umiliati

Da meccanicistici morbi d’amore

Senza amore, non so perché

Una goccia di sperma

È il solo piacere nell’uomo

E nella donna nemmeno quello

A volte, e pure basta,

non all’animale che corteggia

e battaglia per la sua amata

l’amore è molto di più

è un vestito lento di primavera

che riveste il ramo di bellezza

prima di vederne il fiore.

 *

Jack Vettriano Just Another Day

L’io

di Antonella Troisi

 

Mute parole scorrono

nel rivolo di una pioggia salmastra,

immagine di un negativo dell’io

che prosegue la sua corsa

su uno schermo buio

inseguendo sprazzi di luce

speranza di ritrovare

la strada.

 

Sono al timone dell’orsa minore.

 *

Jack Vettriano,The Pier, Oil on canvas

 

Canzoni di speranza

di Franco Floris

 

Vorrei cantar canzoni di speranza

gonfie di gioia, ebbre di allegria,

che guardino alla vita come a un gioco,

che siano facili, e di compagnia.

Da cantare la sera con gli amici

davanti ad una tavola imbandita,

oppure attorno a un fuoco sulla spiaggia

sfiorando una chitarra con le dita……

 

Ricordi, amica mia, quando il sorriso

nasceva non dal labbro ma dal cuore?

Ricordi, amica, quelle ore passate

a parlar di filosofi e poeti,

di classi, di studenti e di cazzate?

 

Non so cosa ha strappato dal mio cuore

il sorriso, e la vita, e l’allegria

e ha piantato una selva di dolore.

Vorrei rider con te, amica mia,

come vorrei tornare a esser sereno

come eravamo noi sopra quel treno!

Invece ora ti sento andare via,

ora quel treno mi porta lontano,

ti vedo triste là, nella stazione

salutare con un cenno della mano,

e intorno a me solo desolazione

in questo treno senza direzione

senza un arrivo e senza compagnia.

E in fondo al viaggio vedo un tunnel scuro

ed il ricordo aggiunge pena a pena.

Non posso (voglio?) fare un movimento

e scuotermi di dosso la catena

che m’inchioda a un treno disperato

che mai non resta e mai

sarà arrivato.

 

(Borore, primi di novembre, 2010)

 *

Jack Vettriano Mr Cool

Senza titolo

di Augusto Salati

 

Stavo un giorno passando

tra i miei ricordi a brandelli

Una montagna di storie

Che non mi amavano

Fuggivano davanti a me

E ne ero felice quando

Una voce sottile, un ricordo

Di quelli che scuotono

S’alzò come un fiore

E quasi timido mi disse:

E di me, di me hai dimenticato

La stagione che osavi

Dire divina sopra ogni cosa?

Non risposi, ma lo presi

Con me quell’episodio

E lo condussi dove il fiume

Scorreva ancora vivo

Nel letto del nostro amore

Fu subito notte e la luna

Scese tra la frutta del melograno

Che mangiammo a grani

Con i baci della tua bocca

E della mia, ricordi

Fiorellino amoroso?

Nel vento della notte

Fummo come gli innesti

Di primavera avvinti

Da tralci di vitalba

Che ci armò di caldo fuoco.

Poi ci lasciammo

Per paura di morirne

E tu peristi davvero mio tesoro

Ma non d’amore, non d’amore…

 *

allegati:

versi Antonino Caponnetto

.

“Cercarti poesia, nei luoghi di miseria

nei deserti dell’anima, dove non pulsa il cuore.”

(Antonino Caponnetto)

*

fotografia di Orny Ma

.

“lascia pure che per il mondo possa essere ombra / Poesia

noi sapremo riconoscerti in carne e sangue / ancora”

(fotografia di Orny Ma – versi di AnGre)

*

INSIDE THE STONE pagina sesta

Inside the stone pagina sesta - le microantologie deI Il sasso nello stagno di AnGre

Torna INSIDE THE STONE con la sua sesta pagina! Il progetto di creare microantologie con i differenti contributi artistici e poetici pervenuti sulla pagina Fb de Il sasso nello stagno approda anche nel nuovo anno e con qualche innovazione, come la presentazione di opere di artisti contemporanei famosi ad accompagnare i versi. Una sorta di monografia solamente visiva di un artista del nostro tempo, accompagnerà con le sue opere i contributi poetici che gli Amici hanno voluto condividere. Questa scelta si è resa necessaria a causa dell’assenza di opere fotografiche e / o pittoriche postate sulla bacheca pubblica della fan page, nonostante il progetto vada nella direzione di una collaborazione e sinergia tra le arti, forse non da tutti condivisa nonostante l’entusiasmo iniziale.

Purtroppo per cambiare le situazioni degeneri che ci circondano e ci affossano e delle quali tanto si sente lamentarsi, noi de Il sasso nello stagno crediamo occorra il contributo anche minimo di ciascuno, ovviamente se si ritiene valida la motivazione, cercando anche un frammento di tempo per condividere la propria voce artistica, per partecipare ad iniziative non solo a parole, ma anche con i fatti e non rimanere a zappare sempre e solo nel proprio orticello privato.

In questa sesta pagina le voci poetiche di Cataldo Antonio Amoruso, Mirta De Riz, Franco Floris e Augusto Salati saranno accompagnate dalle opere del pittore tedesco Gerhard Richter (http://it.wikipedia.org/wiki/Gerhard_Richter).

*

GqIBGqO.

Tenere radici

di Franco Floris

 

E noi che abbiamo

Troppo amato

troppo pianto

e troppo sofferto

come facciamo

ora

a imparare

a non piangere più

a non soffrire più

a non amare più.

Ma dimmi come faccio

ora

a strapparti

dal mio cuore

le tue tenere radici

lo ridurranno

a brandelli.

 

(Borore, data incerta.)

.

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[senza titolo]

di Augusto Salati

 

Le foglie di malva e di crespa

tra le erbe del prato

e gli stracci e la carta

e i rami sparsi dal vento

macchiati di bianco e di nuovo

e l’aria incantata

m’informano che stanotte ha nevicato.

Il pettirosso che ogni giorno

mi guarda da debita distanza

Oggi ha gonfiato le piume

e becchetta le briciole di pane

che mia madre ha sparso per terra.

Con le zampine sottili saltella

e s’alza in volo leggero

all’arrivo del merlo guerriero

Che volteggia tra pini ed allori

Prima di atterrare padrone.

Io guardo dai vetri appannati

E sento odore di pace e di strani

Silenzi che ovattano il cielo.

E’ il mistero dell’aria assonnata

che guarda fioccare la neve

quell’aria l’ho dentro le ossa,

se cade il vento sottile che striscia

tra i rami e la strada

Ci sarà una grande nevata.

Lo spero, mia madre si fissa a guardare

E poi dice: C’è rimasta lei sola

Lei sola a pulire i peccati.

 

(1963)

.

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 .

Aspettando l’alba.

di Franco Floris

 

Perché non muore

dentro me la notte? Perché ancora

avvolge n cupe trame i miei pensieri?

Dolce il giorno

vorrebbe dar colore alla foschia;

dolce il ricordo

d’amore al cuor si affaccia

e vola via.

Perché non fuggi

cupa ombra di morte

in faccia al sole?

 

(Borore, 11 maggio 2010)

.

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.

QUANDO ACCANTO AL FOCOLARE

di Myrta De Riz

 

Quando accanto al focolare

conterai faville e anni,

quando i tuoi occhi peseranno

stanchezza senza sogni,

torni lieto il ricordo del tempo tuo lontano,

dei tuoi capelli zingari

dello sguardo tuo inquieto

della vita sfacciata in volto.

Ti perdonerai per i sogni che non hai saputo

lasciato morir nella notte,

toglierai la maschera

ad amori bastardi e un po’ crudeli,

ma sorriderai a quell’ attimo

che visse in una notte di neve

e alle mille parole colte, solo per te,

nel giardino degli amori di giovinezza scapigliati.

Rivedrai chi di solo cuore ti amò,

chi nascose le tue pene nel suo sorriso,

chi ti accarezzò la prima ruga

e non seppe mai parlarti d’amore,

di un amore così forte e

del quale nessuno

ebbe a scriverne mai.

 .

Gerhard Richter

 .

Dove dispera Amore.

di Franco Floris

 

Dove dispera Amore, lì c’è Dio,

dove lacera l’anima nel dubbio,

dove non c’è speranza dell’oblio,

dove il dolore macera la rabbia,

dove ogni pietra irride al nome mio

e ogni pensiero è sbarra alla mia gabbia.

Dio del dolore, Dio di sofferenza

volti le spalle e non ascolti il pianto

e non ti curi della mia esistenza

sei in ogni luogo, ma non mi sei accanto.

Ovunque è prova della tua presenza,

eppure il mio dolore è mio soltanto,

e quando finirà la mia esistenza

finirà tutto o mi resterà il pianto?

 

(Borore, 24 maggio 2010)

.

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 .

Non si vede il tempo

di Cataldo Antonio Amoruso

 

Non si vede il tempo

Tu levi

dalle mani le tasche

e si sente come un battito

le ali.

 

Tornerà dal cielo

con le rondini

e poi col passo delle tortore

il tempo delle cacce

verranno da Reggio i cacciatori

coi loro cani esili

fiuteranno i luoghi

prenderanno stanze

da Donna Emma, da Donna Bellina

come un tempo

rideranno senza posa

apposteranno senza tregua

vuoteranno i carnieri

eleveranno levrieri come creature

splendide del loro stesso sangue

fatti carne

liberanno fino a notte fonda i cacciatori

poi nell’alba con occhi scialbi

e già aguzzi

faranno la posta

alle prime donne e agli angoli delle chiese

mostreranno i calzoni gonfi nel primo mattino

vuoteranno le fiasche alle labbra

fischieranno ai cani

si rincorreranno nelle loro giubbe da soldato

nelle reti nei coltelli

nella panoplia da caccia

caricheranno le auto dei vini migliori

prenderanno la via del mare

orinando nei rovi e per strada

la moria delle ali

silente

sarà contraria alla litania

del ritorno, ai ventri a terra tenera e violenta.

 

Un vento si accuccia nelle tasche

gli affido parole slegate e ricordi invertebrati

Avessero le mie dita il candore d’allora

quando stracciavano i miracoli  ridendo.

 

(28 maggio 2012)

nota: “E’ un ricordo del tempo in cui i cacciatori venivano al mio paese per ‘sparare’ e prendevano stanze in affitto; in maggioranza provenivano da Reggio Calabria e la loro presenza ritagliava quasi una piccola stagione, che non era semplicemente, o non solo, ‘la stagione della caccia’. In fondo anche questa è solo una metafora d’un altro tempo.” (da http://krimisa.blogspot.it/2014/01/non-si-vede-il-tempo.html)

* * *

 

INSIDE THE STONE pagina quinta

INSIDE THE STONE pagina quinta

Un reale artistico e poetico aderente fin nei dettagli a quello che ci circonda, questa quinta pagina delle microantologie de Il sasso nello stagno, che attraversa cieli e terre man mano vicini e reali, concreti e carnali, positivi e negativi, sempre pregno di quel fiato che ci fa ancora dichiarare “vivi”.

Il mio particolare ringraziamento per il percorso realizzato fino ad oggi ai Poeti e agli Artisti che con entusiasmo hanno voluto fare gruppo in questo spazio-luogo-non luogo dove ci siamo ritrovati anche oggi e dal quale ripartiremo a gennaio, in attesa dei nuovi contributi dalla fan page (della quale qui sul blog potete visionare l’anteprima e cliccare il vostro Mi piace, al di sotto dei titoli dei nostri articoli, prima dei commenti, sotto sotto, in fondo alla schermata del blog stesso), augurandovi un mese di serene e felici festività per quel che si può, sempre con la certezza che la Poesia e l’Arte rimarranno una risposta concreta, reazionaria e valida contro le brutture che ci affliggono.

Un abbraccio a ciascuno da Il sasso nello stagno e da Angela Greco.

*

Nadia Rosati - TANA, LIBERE TUTTE.....! pastello e acrilico su tavola cm50x50
Nadia Rosati – TANA, LIBERE TUTTE…..! pastello e acrilico su tavola cm50x50

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Poesia lieve. 

di Franco Floris

 

Una poesia

lieve

che scacci via queste nuvole

che tolga il sale alle lacrime

che liberi dall’involucro

un’anima che vuol volare.

Una poesia colorata

che in mille modi dipinga

le strade da percorrere.

Una sonora poesia

che rimbombi fra le volte

di questo tempio fantastico

dove dimora lo spirito

musica dolce purissima

miele per l’anima.

Una poesia che mi renda

la pace col mondo.

 

(Borore, novembre 2013)

*

fotoelaborazione Rondini by AnGre
Rondini by AnGre

.

Leggerezza

di Mirta De Riz

 

Intrecciano leggere danze,

fluttuano, saettano

sulle ali di capricciosi venti,

le rondini del cielo.

In antiche figure si compongono,

per dividersi poi all’improvviso,

docili vassalli di ignoto regista.

Accolgono le calde carezze del sole,

poi lambiscono, feriscono,

violano cumuli di nubi

per rinfrescarsi e

si scherniscono di noi,

garrendo spensierate lassù.

Le rondini, leggeri arabeschi nel cielo,

ci invitano a raccogliere le stelle

per illuminare angoli di cuore

e a passeggiare per il cielo,

spostare ad una ad una le nuvole,

per cercare quella leggerezza

che fu nostra solo per un attimo,

ormai perduto nel tempo

*

Romina de Lisio, Natura in vita 30x25 olio su tela
Romina de Lisio, Natura in vita cm30x25, olio su tela

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RICORDI

di Antonella Troisi

 

Mi ricordo un’enorme stanza

mobili di formica rossi

un lavandino in ceramica bianco

un inverno freddo e nevoso

– “quelli sì che erano inverni” –

l’acqua gelata nei tubi

la neve per cucinare

 

mi ricordo mio padre

giocava con me

erano stagioni d’inverni

così tristi e allegre

 

ma per quanto mi sforzi ancora

tra i giorni di mille nuove stagioni

e i miei rami secchi di cartone ammuffito

quello che proprio non mi ricordo

è quando abbiamo smesso di essere amici

 *

Roberto Bergonzo Collezione u-art 2007-2013 DEDALUS acrilico e oro su tela cm 160x160
Roberto Bergonzo Collezione u-art 2007-2013 DEDALUS
acrilico e oro su tela cm 160×160

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TRA L’INFINITO E LA TERRA

di Simone Robertazzi

 

C’è la confusione c’è il tutto c’è il

niente.

Ma cazzo le persone importanti si

sentono dentro.

 

“E a volte fa male!”.

 

Cosa resterà di gente come noi

un litro di follia

una manciata di polvere

persa

dentro un sentiero ghiaioso

nel torrido sole di Luglio.

Vago tra pensieri incolore

e manchi, manco,

ci manchiamo

erranti nel vento delle nostre paure.

 

Disosso logorroico il prosciutto della sera

ma vorrei essere silenzio,

silenzio che si infrange

nell’indefinito di occhi intensi

la mia mano trema

perché sono un emotivo

brucio il ballo dell’emotività

penna di cristallo tra fogli incendiari

 

Mi avvolgo nel freddo

corroso dal glaciale

alzo lo sguardo al cielo

nebbia, nubi e voci

io però vedo la luna

che mi sorride

che mi tinteggia di luce

allora mi sento vivo

e

continuo il mio cammino.

*

fotografia di AnGre
fotografia di AnGre

.

Cielo nemico.

di Franco Floris

 

Morire d’acqua,

travolto da fiumi di fango,

morire di fuoco,

nei boschi riarsi,

fra cespugli ardenti.

Guardare il cielo e pensare:

“Quest’oggi

con cosa

mi vuoi ammazzare?”

 

(Ghilarza, novembre 2013)

*

opera di Augusto Salati
opera di Augusto Salati

.

1970 un giorno più buio di altri

di Augusto Salati

 

Senza luna niente stelle

Ho camminato nella notte

Lunga e turbinosa

Ad ogni passo

Una speranza ingiallita

Cadeva nel risvolto

Dei pantaloni appesantendoli

tanto da non farmi

più muovere, immobile

sentii il respiro uscire

bianco dall’anima che taceva

Guardai un’ultima volta

La vita che mi passava di lato

E la ringraziai

perché avrei dovuto ucciderla

mi aveva tanto amato!

*

 

INSIDE THE STONE pagina quarta

logo inside the stone 4

.

Prendo in prestito uno dei versi che compongono la pagina odierna di questa nostra Antologia in divenire, giunta alla quarta microantologia in un mese – sottolineata d’azzurro, poiché tutta al maschile –  “Il vento non soffia a caso”, per sottolineare, oltre al ringraziamento per la partecipazione,  quanto sia vero e insostituibile il ruolo del Caso o Destino che voglia chiamarsi, nel mettere insieme giorni come autori per raccontare quel che accade dentro ciascuno di noi che poi leggiamo anche. La Poesia, ha dunque ancora un ruolo sociale ed è ancora un mezzo di unione, come dimostra questo progetto che, con sana ostinazione, Il sasso nello stagno mette in campo, come momento d’incontro e crescita per tutti, al di là dei salotti e delle disquisizioni letterarie. [AnGre]

*

Andrea Pirani, Il lungo viaggio (acrilico su tavola 60x80) Il nostro faticoso viaggio nella materia con sempre maggiore consapevolezza spirituale del tutto.
Andrea Pirani, Il lungo viaggio (acrilico su tavola 60×80)
Il nostro faticoso viaggio nella materia con sempre maggiore consapevolezza spirituale del tutto.

.

[senza titolo]

di Antonino Caponnetto

 

Dire uni-verso folgore parola, dire città pietà guerra potere

e in ogni lingua maledire il male, dire giustizia nascita dolore

conoscersi l’un l’altro, lavorare, essere pronti e vivi, generare

il nuovo il bello il buono, sì, lottare perché viva l’umano la sua vita.

 

ottobre 2013

.

fotografia di Peppino Pavia
fotografia di Peppino Pavia

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Polvere.

di Franco Floris

 

Polvere fine cade

la pioggia da nuvole di gesso

sottile il vuoto invade

l’immagine profonda di me stesso

 

Ghilarza, novembre 2013

.

opera di Augusto Salati
Augusto Salati – “Cosa ci fa Cristo nella nostra contemporaneità?”
cm. 180×200 tela del 1990

.

Se vuoi vivere ancora guarda il passato con gli occhi chiusi.

di Augusto Salati

 

Fui chiuso in prigione molte volte

sempre dalla stessa ciurma a me ostile

privandomi di quei voli che ogni passero

d’istinto fa per cercare il suo cibo

com’io cercavo la crema o i biscotti dell’arte.

Mi hanno rovesciato le ali per spingermi a terra

e non potevo alzarmi se non per cadere.

Quando ho preso coscienza della muta galera

nella quale ero vivo e morto ugualmente

ho accettato la sfida nascondendomi

nel più profondo della prigione

come un volontario della guerra in prima linea

ho taciuto senza sparare una pallottola

e ho lavorato per i miei occhi e per l’amore

che mi chiamava nel silenzio del piacere.

Ora che il sogno si è ammutolito

E grondo anni dalle braccia e dalla mente

Non ho più voglia di guardare in bocca

Il mio passato: lo vivo come un cioccolatino

Che si scioglie in bocca lentamente

Guardando il tempo e accarezzando la quiete.

.

Kostia, Alba nel bosco - Acrilico e china su cartoncino applicato su tavola cm. 13x18 anno 2001
Kostia, Alba nel bosco
Acrilico e china su cartoncino applicato su tavola cm. 13×18 anno

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Figli. 

di Franco Floris (estemporanea)

 

L’amore per i figli

è un mare nell’anima

è un vento che ti scuote

e ti obbliga in una direzione

è il sole che ti brucia

di giornate operose

è pioggia all’aperto

gocciola dal tuo viso

le tue gambe nel fango

l’amore per i figli

strappa il cuore dal petto

ti spinge avanti

senza riposo

l’amore per i figli

ti mostra orizzonti

che non vedrai……

 

Ghilarza, novembre 2013

.

fotografia di Peppino Pavia - Tramonto
fotografia di Peppino Pavia – Tramonto

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Due volte l’anno.

di Romeo Raja

_____________________________

Il vento non soffia a caso

altrimenti tutte le foglie non finirebbero nello stesso posto

qualcuno si sveglierà fortunato

con tutto il viale pulito

altri bestemmiando riempiranno sacchi.

Io non ho viali e il vento lo prendo per vedere le stelle

è solo dopo il vento che si pulisce il cielo

questa è la mia fortuna

altri oggi, maledicono le nuvole.

_____________________________________raja romeo 2013.

.

INSIDE THE STONE pagina terza

INSIDE THE STONE 3

L’arte e la poesia non vi sembrino fuori luogo in un momento come questo, nel quale la Natura dà sfoggio del suo essere anche matrigna, perché esse sono risposte necessarie all’altra parte dell’essere umani…

“oltregrigio un cielo confuso dal sordo tuono
irreale dilaga negli occhi in un’attesa d’acqua
aspettando nuovo mattino” | AnGre

[dedicato agli Amici e alle loro Terre devastate dall’ondata di maltempo abbattutosi nelle ultime ore sul nostro Paese]

*

Andrea Pirani  Il teatro - acrilico su tavola 90x90.
Andrea Pirani Il teatro – acrilico su tavola 90×90.

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Shakespeare: L’Evergreen – “Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti” (Iacopo: atto II, scena VII) [by Andrea Pirani]

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Esistenza.

di Franco Floris

 

Chi sono io?

Dov’è il mio nome?

Dove sta scritto, ch’io possa vedere

l’alba e il tramonto della mia esistenza

e lo scopo, il motivo e la ragione,

della stagione mia la vera essenza.

Dove dormiva l’anima mia un giorno?

Da quale fango coniò la mia figura

un dio, e che dio? Da quale raggio

scaturì la scintilla che mi brucia?

Perché palpita il cuore mio selvaggio,

laddove la ragione si confonde

ed il mio cieco istinto non arriva?

Rimani, oh cuore, cullati nell’onde

del mare eterno a cui non c’è riva.

 

 Ghilarza, novembre 2013

.

Sergio Angeli, Vocazione 09, dal ciclo PRESAGI E MUTEVOLI ESPERIENZE INFIERISCONO SINO A DIVENTARE DOLORE SOTTILE.
Sergio Angeli, Vocazione 09, dal ciclo PRESAGI E MUTEVOLI ESPERIENZE INFIERISCONO SINO A DIVENTARE DOLORE SOTTILE.

.

 (mulini a vento)

di Cettina Lascia Cirinnà

 

hai lottato a lungo

contro i mulini a vento

della mente bambina

 

guardavi nascosto

dietro la tenda

del salotto buono

 

i tuoi pensieri appollaiati

sui rami più alti del pino

in attesa di prendere il primo volo

 

aspettavi paziente le istruzioni

provavi ad aprire e chiudere le ali

ma ogni volta il corpo

pesante zavorra notturna

ti trascinava a terra

 

i tuoi occhi fissavano

.con insistenza.

le nuvole bianche al di là

della finestra aperta

 

(un sogno lontano da raggiungere) –

Poesia inserita nell’antologia del Premio Letterario in memoria di Lorenzo Cresti

 .

R. de Lisio - Girasoli, olio su tela
Romina de Lisio – Girasoli, olio su tela

.

 Tanka di Anna Alessandrino

 

Cade la pioggia

e tintinna sui vetri

mentre già il vento

sullo spartito studia

altri appropriati accordi.

 .

Elementi, fotoelaborazione di AnGre
Elementi, fotoelaborazione di AnGre

.

Brezze di mare.

di Franco Floris

 

Brezze di mare portano profumi

di sandalo e d’incenso e di lentisco

il fascino possente dell’Oriente

s’intrufola fra i rami

d’aspri ginepri inginocchiati al vento.

Ringhia, ruggisce, mugghia attorno il mare

e gli scogli martella con furore

come un ritmato battito di cuore.

Fuggono in cielo spaventate nubi

ricamate dal volo dei gabbiani

vuoto ora il nido nelle torri immani.

Siedo pensoso lì fra l’aspre rocce

e dico alla mia anima: respira.

 

 Ghilarza, novembre 2013.

.

L'isola degli artisti,2007,olio su tela,70x100 cm. ,by Gianfranco Sergio--
Gianfranco Sergio – L’isola degli artisti, 2007,olio su tela,70×100 cm

.

(giocare con le nuvole)

di Cettina Lascia Cirinnà

 

seduta in veranda

in contemplazione di un tramonto estivo

adoro giocare con le nuvole

 

un vento leggero le scompone

 

(è opera della mano di un angelo invisibile

e le nuvole sottomesse si lasciano accarezzare)

 

ogni forma si dissolve

per riapparire trasformata

è luce nuova nello spazio di un attimo

frazione infinitesimale del tempo

come un leggero fremito

un improvviso battito d’ali

*

INSIDE THE STONE pagina seconda

logo INSIDE THE STONE pagina seconda

.

Il sasso nello stagno presenta la seconda pagina del suo progetto interattivo lanciato la settimana scorsa (clicca qui), la seconda micro antologia realizzata con le espressioni artistiche proposte dagli Amici nello spazio omonimo del socia network blu.

Poesia e pittura che raccontano giorni particolari: lavori realizzati nel corso di un tempo che ha lasciato un segno nella sensibilità di chi non lo ha vissuto solo per obbligo, ma ha voluto dire la sua, con carattere e decisione, fermando il momento da donare, poi, anche a noi.

In questa seconda pagina leggeremo poeti non per caso e fruiremo delle emozioni visive di pittori professionisti, che hanno scelto di essere insieme in questo luogo per essere alternativa e risposta, come tutta l’Arte deve saper essere, a questo presente d’incertezza e instabilità. Perché siamo tra coloro che, nel raccontarlo in tutto quel che è, credono che l’Arte e la Poesia davvero potranno salvare il Mondo.

Buona lettura e grazie a tutti per la preziosa presenza. [Angela Greco]

*

Andrea Pirani - Indifferenza acrilico su tavola 90x90
Andrea Pirani – Indifferenza acrilico su tavola 90×90

“Quanta indifferenza, quanta solitudine in questo nostro viaggio dello spirito attraverso la materia!” (Andrea Pirani)

.

Vulnus.

di Franco Floris

 

Vulnus

ferite aperte

gocciola

il mio sangue amaro

ombre

di infinita tristezza

chiudono

il mio animo.

(Borore, 25 ottobre 2013)

 

.

 

Come un ruscello.

di Franco Floris

 

Come un ruscello svelto d’acqua chiara

ridono le mie lacrime nel sole;

la mia anima lenta non impara

a difendersi dalle parole.

(Oristano, 15 marzo 2011)

 .

Nadia Rosati - Con occhi di bimbo (acquarello e tecn. mista su tavola)
Nadia Rosati – Con occhi di bimbo,
acquarello e tecn. mista su tavola

.

[Vomito boschi dalle erbe odorose]

di Davide Cortese

 

Vomito boschi dalle erbe odorose,

unicorni dalle storie millenarie.

Con un solo filo dei miei pensieri

giovani marinai dimenticano il mondo

intrecciando con dita di scheletro

gasse degli amanti e nodi dai nomi

che i loro figli mai nati

non smettono ancora di inventare.

Ciò che si muove nel mio ventre

è l’intero mondo,

bagnato fradicio, fino al cuore di fuoco,

dalla pioggia splendente della vita.

Ma sarò solo una gabbia d’ossa

se ora tu non verrai ad amarmi.

Sarò il cimitero dei miei popoli iridati,

degli arcani baciatori,

dei miei incendiari poeti.

Sarò maestoso nubifragio di tristezze

se solo tu ora non verrai.

 

 (ANUDA – Aletti Editore, Roma, 2011)

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Sergio Angeli - Mio mondo_00 dal ciclo Giostra di vita, destino mio che pulsa. Inchiostro e acrilico su carta 42x30 anno 2013
Sergio Angeli – Mio mondo_00 dal ciclo Giostra di vita, destino mio che pulsa. Inchiostro e acrilico su carta 42×30 anno 2013

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Non conosco fiori.

di Franco Floris

 

Non conosco fiori

ma solo dei colori

buttati stancamente

tra le spine.

 

Non conosco la luce

ma solo dei lampi

fugaci, vuoti crampi

nella notte.

 

Non conosco amori

ma solo gusci vuoti

maschere senza volto

occhiaie vuote.

 

Non conosco il tempo

ma ore senza giorni

albe senza tramonti

e senza notti.

 

Non conosco poesia

ma rime senza cuore

cuori senza dolore

né allegria.

 

Là dove il vuoto

tende la sua mano,

là dove il nulla sposa la follia,

la dove la vita scende piano

a cercare la fine

della via.

 

 (Borore, 1 novembre 2013.)

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Beatrice Riva - In Astrale, olio su tela, cm120x100
Beatrice Riva – In Astrale, olio su tela, cm120x100

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VOLTI

di Antonella Troisi

 

Ti cerco fra sconosciuti volti anonimi

i miei occhi disperati

non hanno più la forza di muoversi

dove sei amore mio?

dove sono le tue promesse?

 

Indugio fra la folla

in-consapevole che il mio sguardo

mai più s’incrocerà con il tuo

dove sei amore mio?

dove sono le mie illusioni?

 

Giorni, mesi, anni son trascorsi

saprò riconoscerti fra sconosciuti volti?

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Kostia - Velina (cm 62x92) - Tecnica mista su sughero ( China, acrilici, smalti e oro liquido)
Kostia – Velina, tecnica mista su sughero
(china, acrilici, smalti e oro liquido, cm 62×92)

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a pierpaolo pasolini

di Rosaria Di Donato

 

pierpaolo non posso

stasera scrivere di te

ora devo dire

dei clandestini che affondano nel mare

 

commercio disumano

vite-mercescaduta scempio

genti condannate a non esistere

dall’abisso divorante di sabbia ed acqua

 

ma più abissale ancora

in questo tempo

di sviluppo tecnologico globale

la contraddizione

che uniti vede gli aggettivi

global e diseredato

che opposti vede i sostantivi

libertà e perduto

 

la morte non è sempre assassina

un angelo protegge i senza-volto

 

affondano nel mare clandestini

ma diseredati alla coscienza

tornano seppur sconfitti

 

la storia è loro

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fotocomposizione by AnGre
omaggio a Pasolini by AnGre

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INSIDE THE STONE pagina prima

logo PRIMA micro antologia del Sasso

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Il sasso nello stagno approda sul social network blu e da qui nasce l’idea di raccogliere contributi e proposte di Amici artisti e di presentarle periodicamente su una pagina creata per l’occasione, la “Sasso fan page”, sottolineando in tal modo lo spirito di collaborazione, sinergia e di diffusione delle arti che caratterizzano questo luogo-blog fin dalla sua creazione, come risposta e alternativa alla situazione sociale vigente, che mira, neanche troppo nascondendolo, all’appiattimento culturale e allo spegnimento delle idee e della creatività.

INSIDE THE STONE – dentro il sasso – è il titolo che abbiamo attribuito alle micro antologie che di volta in volta verranno connotate dal numero progressivo della pagina, così da andare a formare naturalmente un ideale volume che, con un augurio speciale, si spera possa anche concretizzarsi in un’esperienza, se non cartacea, quantomeno elettronica, con una eventuale realizzazione di e-book.

Il mio grazie immenso, allora, agli Amici che si sono affiancati a noi de Il sasso nello stagno per questo progetto, credendo in primis nella grande risorsa della collaborazione e mi auguro che lo stesso mio e nostro entusiasmo possa incontrare il favore di lettori e di altri artisti, che potranno inserire i loro contributi direttamente sulla bacheca della pagina omonima del blog presente in Facebook. (Angela Greco)

Buona lettura e…Ad maiora!!

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Augusto Salati -Musica-Pittura Rossini Mahler Mozart 1985, cm. 300x280
Augusto Salati Musica-Pittura Rossini Mahler Mozart 1985, cm. 300×280

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Il mare da Tunisi.

di Franco Floris

 

Cercavo il paradiso

ed ho trovato

una liquida bara

in un mare infuriato

e cento e cento compagni

con me nel tentare la sorte

han trovato

una gelida morte.

Fishermen at Dawn - Foto © Nicodemo Misiti 2013
Fishermen at Dawn – Foto © Nicodemo Misiti 2013

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[Ho aggiunto carezze]

di Lorenzo Poggi

 

Ho aggiunto carezze

al tuo andare veloce,

un mazzo di rose

nell’alba del giorno,

intonate al vestito

color della sabbia,

portata dal vento,

intriso di ossa

quando sfiora il mare.

Photographer Astrid Astra Esther Indricane
Photographer Astrid Astra Esther Indricane

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Ritratto

di  Monica Sturza

 

Aveva gli occhi

sognanti

di espressioni dolorose

penetranti

che vedono oltre

il *presente *

e tradiscono

un cuore ardente.

La bocca ,

quasi sensuale,

un viso

appassionato

nella delicata amarezza

del distacco.

Soffuso di tristezza

ma anche di Luce..

un ritratto.

Federica Nightingale, Equinoxe - collage digitale 2012
Federica Nightingale, Equinoxe – collage digitale 2012

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Colori

di Antonella Troisi

 

Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.

 (Cesare Pavese)

 

Vecchia pellicola

di anni trascorsi

in bianco e nero,

pulsioni sopite

da un lungo inverno,

battiti lenti

di un cuore indolente.

 

Si disperdono i fotogrammi

da una bobina rotta.

 

Ciak!

Azione!

Si riprende a girare

stavolta

a colori.

STATO DI BELLEZZA,2012,olio su tela,40x30 cm., by Gianfranco Sergio
STATO DI BELLEZZA,2012,olio su tela,40×30 cm., by Gianfranco Sergio

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 Ad una Donna che regna nella mia mente

di Augusto Salati

 

Corri tra le vigne dei pensieri allegri

E non stancarti mai

Le foglie hanno colori caldi

E i rossi stanno decollando

Per innalzare al mondo gioielli di cielo

Vorrei per te solo canti dorati

E strade calme dal profumo di pane

Tu non sei una di loro

Tu sei la Donna che ama ogni cosa

Anche brutta, difficile, insondabile

Hai il mistero che ti guida

Ma i tuoi passi sono frutti tuoi

Vorrei vestirti con perle di rugiada

Scaldate dal sole ogni mattina

E portarti in braccio

Quando passi tra i rovi del dolore

Tu sei per me l’amica bella

Che m’ingioiella con le sue parole

E ripagarti vorrei, vorrei salire

Due spanne sopra il Monte Everest

E gridare a questo mondo incredulo

Parole che non avevo detto mai.

fotografia di Peppino Pavia
fotografia di Peppino Pavia

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