Wisława Szymborska, la poesia & i miei versi in radio

orizzonte[1]

E’ una gran fortuna

È una gran fortuna
non sapere esattamente
in che mondo si vive.

Bisognerebbe
esistere molto a lungo,
decisamente più a lungo
del mondo stesso.

Conoscere altri mondi,
non fosse che per un confronto.

Elevarsi al di sopra del corpo
che non sa fare nulla così bene
come limitare
e creare difficoltà.

Nell’interesse della ricerca,
chiarezza della visione
e di conclusioni definitive
bisognerebbe trascendere il tempo
dove ogni cosa corre e turbina.

Da questa prospettiva,
addio per sempre
particolari ed episodi!

Contare i giorni della settimana
dovrebbe sembrare
un’attività priva di senso,

imbucare una lettera
una stupida ragazzata,

la scritta «Non calpestare le aiuole»
una scritta folle.

*

Wisława Szymborska, Vista con granello di sabbia (Biblioteca Adelphi)

§

Il titolo e la scelta dei versi di questa grande poetessa oggi non sono un caso. Sono il pretesto per invitarvi ad un’esperienza che, nella civiltà dell’immagine qual è questa in cui viviamo da qualche decennio ormai, non è errato definire particolare: ascoltare la radio…immaginando i volti, le atmosfere, gli ambienti descritti da quelle voci che azzerano la distanza con i loro toni sempre incredibilmente affascinanti!

LA PORTA SUL MARE è un appuntamento settimanale di Poesia trasmesso ogni mercoledì dalle 12 alle 13 su Radio Hinterland (www.radiohinterland.com), programma condotto da Antonio Voltolini con interviste a cura di Diana Battaggia e Riccardo Lanfranchi.

La puntata di oggi, 21 gennaio 2015 (http://www.radiohinterland.com/?q=node/13478) sarà dedicata a “La poesia delle donne”con una Monografia su Wislawa Szymborska e letture di testi di alcune Autrici tra cui ci sarò anche io, Angela Greco. (puntata in collaborazione con Salvatore Sblando, curatore della Rassegna APERIPO-ETICA a Torino.)

Qui si può riascoltare la puntata:

§

buon ascolto, allora, & grazie a tutti!

noir-radio

Alberto Caeiro,versi da Poemas completos

words-in-the-wind-ruben-monzon
Words in the wind, Ruben Monzon

 

XLVIII

Dalla più alta finestra della mia casa,

con un fazzoletto bianco dico addio

ai miei versi che partono verso l’umanità.

 

E non sono lieto né triste.

Questo è il destino dei versi.

Li ho scritti e devo mostrarli a tutti

perché non posso fare il contrario,

come il fiore non può nascondere il colore,

né il fiume nascondere che scorre,

né l’albero nascondere che dà frutto.

 

Eccoli che vanno già lontano come nella diligenza

ed io senza volerlo provo pena

come un dolore nel corpo.

 

Chi sa chi li leggerà?

Chi sa in che mani andranno?

Fiore, mi ha colto il mio destino per gli occhi.

Albero, mi strapparono i frutti per le bocche.

Fiume, il destino della mia acqua era non restare in me.

Mi sottometto e mi sento quasi lieto,

quasi lieto come chi si stanca di essere triste.

 

Andate, andate via da me!

Passa l’ albero e rimane disperso per la Natura.

Appassisce il fiore e la sua polvere dura sempre.

Scorre il fiume e sfocia nel mare e la sua acqua è sempre quella che è stata sua.

Passo e resto, come l’Universo.

 

Alberto Caeiro da Poemi completi - per Il sasso nello stagno di AnGre

da Fernando Pessoa, Poesie scelte – Passigli poesia

(il dono prezioso di una persona preziosa)

“Ai miei versi scritti così presto” di Marina Cvetaeva

Ai miei versi scritti così presto
che nemmeno sapevo d’esser poeta,
scaturiti come zampilli di fontana,
come scintille dai razzi.
Irrompenti come piccoli démoni
in un sacrario di sogno e d’incenso,
ai miei versi di di giovinezza e di morte,
versi che nessuno ha mai letto!
Sparsi fra la polvere dei magazzini,
dove nessuno li prese o li prenderà,
i miei versi, come i vini pregiati,
avranno la loro ora.