Video-presentazione di Attraversandomi, poesie di Angela Greco più un’intervista…

Video realizzato da Il sasso nello stagno di AnGre

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Intervista a cura della redazione di RecensioneLibro.it

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Lieta di trovarmi in un’intervista vivace e ben organizzata, innanzitutto vi dico che sono nata e vivo a Massafra, nella provincia jonica, in Puglia, quasi quarant’anni fa, in un sud che amo profondamente e che è esso stesso tanto della mia poesia; che sono una mamma normalissima con la grande fortuna di avere accanto un marito che mi stima e sostiene nella mia attività poetico-artistica. Premesso tanto, ai nostri lettori vorrei che il mio carattere-persona giungesse legato all’immagine di una rosa, le cui spine per difesa feriscono la mano che la colgono, ma che soltanto agli occhi legati a quella mano, quella rosa dedicherà poi petalo a petalo tutta la sua bellezza, svelando il centro fatto di nettare…

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso delle poesie raccolte in “Attraversandomi” cosa diresti?

I versi di Attraversandomi narrano del più acerrimo nemico dell’Uomo, il Tempo (con il quale, da brava figlia di orologiaio ho imparato a conviverci senza schiavitù e aspetti negativi fin da bambina), capace di rivelarne suo malgrado la natura, di svelare la sua caducità e la sua limitatezza; il senso, dunque, di questi versi sta nel trovare una continuità, una soluzione, al breve che ci è stato concesso di vivere, di assaporare l’eternità in un prosieguo, in un ricordo di quello che siamo e siamo stati capaci di sentire e scrivere in un preciso momento grazie al meraviglioso dono della Poesia creata sì, da chi la scrive, ma anche da chi la “ispira”.

3. In questa tua silloge fondi parole e immagini. Ci racconti da dove nasce quest’idea e come l’hai poi realizzata?

Il senso artistico è una dote che si sviluppa col tempo grazie agli input di famiglia, ambiente, esperienze; sono cresciuta in una casa dove, merito dei parenti lontani che ogni estate trascorrevano le ferie da noi per la vicinanza al mare, si cercava sempre di cogliere in fotografie i momenti da conservare per gli inverni e da spedire, poi, ad altri parenti.

Ho utilizzato la prima macchina fotografica che non avevo nemmeno dieci anni e, così, la passione ha man mano messo radici ed è stato un connubio naturale associarla alla poesia, poiché legate dalla medesima visione del dettaglio, del momento, del sentire preciso da catturare in scrittura, sia essa fatta di luce o di inchiostro. Poi, un’estate ed una passeggiata nella città eterna in ottima compagnia hanno dato voce definitiva ad Attraversandomi, dove le fotografie continuano e completano la poesia, concretizzando il primo di una serie di progetti che vedranno impegnati anche i miei scatti fotografici.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? C’è un messaggio speciale, in particolare, che vorresti si cogliesse durante la lettura delle tue poesie?

Leggere un libro è un’esperienza personalissima e, parlando di poesia, diventa qualcosa di estremamente intimo, legato alla percezione e all’esperienza che ciascuno ha del mondo; per questo motivo non mi pongo aspettative e sono soddisfatta anche soltanto se, a fine lettura, al di là della comprensione o meno del testo, il mio lettore non sarà stato annoiato.

Un messaggio, invece, sì, vorrei che si cogliesse e a tale riguardo ricorro ancora alle rose, ad una metafora e ad un film che amo molto, invitando a coglierne “quando è il momento, che il tempo lo sai vola e lo stesso fiore che oggi sboccia domani appassirà.” (cit. L’attimo fuggente n.d.r.)

5. Leggendo il tuo libro si vivono sensazioni contrastanti, in ogni caso forti, date probabilmente da ciò che racconti attraversandoti. Quale emozione pensi predomini nel lettore alla fine?

Nel rileggerlo io personalmente sento nitidamente varie emozioni rincorrersi ed ho sempre come una sensazione di ‘gabbia toracica allargata’, nel senso che quei versi, quel percorso vissuto, quella passeggiata per Roma, mi donano ad ogni pagina una sfumatura sfuggita prima e con essa una sensazione di respiro, di spazio aperto sfuggito al passato, al tempo, al già vissuto.

Ecco, spero che anche per il lettore, ogni pagina sia un cielo, un luogo di libertà dove incontrare anche il proprio passato con occhi positivi e, soprattutto, mi auguro che questa mia poesia possa sempre aggiungere un dettaglio che arricchisca chi la legge. Per cui molto lealmente spero che alla fine resti un’emozione positiva, buona come la crema aromatizzata al limone di cui nei versi, di sapore antico e desiderio di futuro.

6. Quali sono i tuoi progetti futuri legati alla letteratura? Stai scrivendo un altro libro?

Non riesco a vivere senza un progetto, un sogno, un desiderio da realizzare! E così, parlando di futuro che per me inizia già qui e ora, ti rispondo che continuerò, anzi continuo innanzitutto, a frequentare la poesia dal secondo Novecento ad oggi, leggendo e studiando i suoi Autori e poi, a scrivere e scrivere e scrivere, ringraziando il Cielo per la forza e la soddisfazione che mi derivano dal concretizzare tanto.

In cantiere c’è già un altro lavoro poetico che vorrei regalarmi per i miei quarant’anni (tra un annetto insomma), mentre prosegue la presentazione delle mie ultime creature, Attraversandomi (Limina Mentis Ed.) e Personale Eden (La Vita Felice), uscite entrambe in questo 2015 per situazioni e contrattempi legati a rapporti con altri editori per fortuna conclusi in maniera positiva; infine, attendo l’uscita per una casa editrice siciliana di un mio lavoro in versi del 2010 e di un’antologia da me ideata e curata tratta dal mio spazio telematico Il sasso nello stagno di AnGre.

7. Qual è il romanzo o il libro di poesie che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Ricordo benissimo che intorno ai miei quindici anni lessi il finale sulla fortunata antologia scelta per il biennio (ho frequentato un istituto tecnico) e lo scrigno di preziosismi di pensiero (ne acquistai un’edizione a mille e novecento lire, una prima uscita in promozione) e la visione dell’arte contenuti in quel libro, mi fecero iniziare ad apprezzare la lettura non obbligata e mi fecero conoscere un periodo letterario, quindi anche poetico, il Decadentismo, che ancora mi affascina. Ecco, credo che quello sia stato l’inizio della mia ambizione letteraria, ossia quella di rimanere oltre il limite temporale della vita attraverso un libro.

La poesia, invece, è stata mia compagna fin dall’infanzia, quando mio padre mi insegnò dei versi di Carducci; avevo solo quattro anni, ma quei suoni, quelle figure, quel ‘parlare strano’ mi colpirono e piacquero subito, tanto da farmi poi litigare in famiglia ogni volta che successivamente avrei lasciato tutto e tutti, preso la penna e sarei scappata in un angolino tutto mio per lasciare traccia sulla carta di quello che sentivo.

8. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Oddio, non detenendo la Verità e non possedendo la Presunzione tra le mie qualità, credo che sconsiglierei in genere i libri scritti esclusivamente per il mercato del dio denaro…

9. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

“Perché non la smetti di scrivere poesia?” me lo domando spesso e credo che nessuno mai mi porrà questa domandina (sorrido) in modo così diretto; ma tante volte ci sono giunti per vie traverse, facendomi capire che un’attività del genere non comporta quello che per tanti è il motivo principale dello scrivere, ovvero guadagnare denaro. Ecco, a questa domanda mai portami avrei sempre voluto rispondere – e, in effetti, la mia perseveranza nel continuare su questa strada sterrata, in qualche modo è già la mia voce a riguardo – che la Poesia ripaga con una moneta che non è stato dato a tutti di conoscere. Una moneta che ha due impagabili facce: la vittoria sulla morte, oltrepassando la finitudine terrena, e la conoscenza delle profondità di se stessi, a patto che si sia leali nel frequentarla.

Al termine di questa bella esperienza voglio aggiungere un grazie di cuore ad Alessandra, che ha curato per Recensione Libro.it intervista e recensione del mio libro, per la pazienza e la disponibilità avute nel trattare degnamente la materia di cui son fatta.

Intervista alla poetessa Angela Greco – http://www.recensionelibro.it/intervista-angela-greco-autrice-del-libro-attraversandomi

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qui il libro: http://www.liminamentis.com/scheda-libro/angela-greco/attraversandomi-9788898496761-293800.html

Angela Greco AnGre

Attraversandomi -poesia di Angela Greco - Limina Mentis

14 febbraio 2015 esce Personale Eden, poesie di Angela Greco (La Vita Felice)

Personale Eden -poesie - Angela Greco - AnGre - La Vita Felice

PERSONALE EDEN poesie di Angela Greco (La Vita Felice)

riprendimi esattamente da questo punto
quello in cui coloravamo il ritrovarci stretti
precisi nello sbottonare voglia e labbra:

tra le tue dita il mio dettaglio nascosto alza la voce
e fughiamo chiaroscuri di silenzi ormai altrove da qui
ché sappiamo adesso dove posare l’istinto incrollabile
ad afferrare e restituire duplicate ipotesi di paradiso […]

(pag.27)

[…] ecco, conoscevo, ma non sapevo chi e cosa fosse la poesia e, se sono in parte riuscito a riconoscerla e ad apprezzarla a quasi settant’anni, lo devo ad Angela Greco e alla sua amicizia che tanto disinteressatamente mi ha donato. Leggendo questo nuovo lavoro, in effetti, si viene proiettati in una dimensione tra il reale e l’onirico, dove forse le nostre stesse pulsioni erotiche prendono forma e corpo attraverso i suoi versi, divenendo noi stessi attori e spettatori insieme, parte di un susseguirsi di eventi immaginati, sognati e desiderati quasi spudoratamente.

A mio parere, oltre ai bellissimi versi carichi di erotico-lirismo, il grande merito di Angela è di essere riuscita – finalmente aggiungerei con stima –  a sdoganare, come donna, un certo tipo di poesia scritta soltanto e soprattutto, a parte poche eccezioni, da uomini, mantenendo salde tutte le caratteristiche linguistiche ed estetiche tipiche del fare femminile […] (Giorgio Chiantini)

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[…] Nell’assolo posto in chiusura di Personale Eden, in modo particolare, Angela Greco sembra voler stemperare nella ricerca di soluzioni stilistiche l’animosità della visione amorosa che si va dipanando in versi che fanno del climax ‘ambientale’ e del crescendo protratto nella sostenuta consistenza sillabica la caratteristica di fondo della esperienza e della espressione poetica.

Sembra voler stemperare la tensione, dicevo, ma così non è: la poetessa di Massafra in realtà conduce il lettore – e se stessa – al cospetto di una tensione che da amorosa diventa erotica, ma senza mai trascendere, rimanendo sul piano dello sfioramento e della osservazione, senza nulla concedere, sia chiaro, al voyeurismo e alle prurigini: è un discorso tra l’animo – e l’anima – che vede e descrive il proprio sentire giustapponendosi all’essenza inafferrabile e implorata dell’amato, la cui presenza quasi occhieggia tra le righe invocanti di questo bella e difficile prova poetica. (Cataldo Antonio Amoruso)

copertina Personale Eden

http://www.lavitafelice.it/scheda-libro/angela-greco/personale-eden-9788877996090-251072.html

Ringraziamenti
A mio marito Nicola, al quale dedico con amore questo dire poetico, va il ringraziamento per la fiducia in crescendo verso la mia scrittura ed un grazie speciale per la pazienza da dividere con la nostra piccola Josephine; a Cataldo Antonio Amoruso e a Giorgio Chiantini, il mio immenso grazie per essere insostituibili affetti, lettori in anteprima, sostenitori e dispensatori di pratici consigli di cui sempre necessiterò; un ringraziamento lo devo anche a Michelangelo Zizzi e ad Antonino Caponnetto per i preziosi suggerimenti e all’artista Gianni Gianasso per la sua disponibilità; grazie, quindi, alla Casa Editrice nella persona di Diana Battaggia dalla bella e accogliente voce che ha creduto in questo mio nuovo lavoro e a Rita Pacilio, sensibile e carissima prefatrice, che ha voluto segnare queste pagine con la sua penna e in fine, ultimo ma non meno importante, grazie di cuore ai miei lettori, senza i quali questa gioia fatta di poesia, pagine e amicizie avrebbe avuto minor valore.

(tratto da Personale Eden, poesie di Angela Greco – La Vita Felice)

Anteprima: Personale Eden, il nuovo libro di poesie di Angela Greco

15q.
Gianni Gianasso, studio per Breaking, grafite su carta (1995, collezione privata)

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da PERSONALE EDEN di Angela Greco (La Vita Felice 2015):

vieni a prendermi personale eden
ché fuori potrebbero non comprendere il salto
a mente nuda oltre razionalità e pensieri e corpi
distesi in stessa precaria posizione

[…]
così ti voglio accanto / senza repliche
per quella divinità dimezzata e tutta da ricostituire

ti riascolto nel silenzio che con la luce risale la china
del giorno che si tinge di rosarancio sottraendo ombre
traccio il bisogno di te e del tuo corpo e scendi rivolo
trattenuto tra incisivo e labbro liquido rosso fino al seno
che allatta di desiderio il mattino fino a riaverti

non abbiamo sbagliato la combinazione né perso il paradiso
stiamo seguitando a percorrerne pelle a pelle la via – fidati –
tra la crepa e la volta azzurra in cui siamo caduti a quel morso

edificami e liberami ancora una volta dalla gabbia del tuo petto
e soltanto dopo avrò per entrambi voli da costruire

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Dalla prefazione di Rita Pacilio:

“Tre sezioni dalla trama concitata il cui tema dell’io amoroso, inteso come scrigno di memoria e preveggenza pavesiana di vita struggente – «per sempre vivrà nei miei versi il mio amore» (W. Shakespeare) – tesse una trama poetica che pur prende le distanze dall’autobiografismo sentimentale del primo romanticismo. L’autrice riconsacra il verso libero per eludere il contenitore melodrammatico del dopo-modernismo e, con consapevole suggestione, gestisce il monologo dell’interiorità io/corpo/anima/donna/ rifiutando le convenzioni senza scomporre lo sfondo della realtà: le forme della vita rimangono le stesse, lo strumento poesia consente il travestimento delle regole, la visionarietà della propria identità in relazione al ritmo incalzante dell’attenzione per l’essere maschio; l’esaltazione dell’eros e dell’amore travagliato testimoniano la complessa e variegata sofferta lontananza dalla persona amata e/o il desiderio di completezza spesso agognato, impossibile, irraggiungibile. Personale Eden è un canto d’amore che palesa il bisogno psicologico dello scambio affettivo e tiene a battesimo la confessione dell’anima attraverso l’offerta del corpo. Il corpo/maschio è l’eredità poetica del personaggio/autrice che entra in comunione con l’uso rigoroso e amoroso/amorale dell’emozione nell’innaturale tempo meccanico: ecco perché i corpi sono il senso vero del tempo che si trasforma anche nella parola.”

http://www.lavitafelice.it/scheda-libro/angela-greco/personale-eden-9788877996090-251072.html

copertina Personale Eden

PLURALI per Il sasso nello stagno di AnGre – il video

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PLURALI, a cura di Angela Greco, è il video realizzato con gli estratti dai contributi dell’evento IO AL PLURALE FA NOI (qui) – 2 anni di collaborazioni per Il sasso nello stagno di AnGre – i testi completi sono interamente visionabili sul blog nei giorni dall’8 al 30 marzo 2014

GRAZIE A TUTTI!!!

“Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori — definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.”
AnGre

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IO AL PLURALE FA NOI, collaborazioni al tempo dell’individualismo

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Il sasso nello stagno compie 2 anni di attività e di collaborazioni ed è lieto di festeggiare con tutti voi!

Nato l’otto marzo del 2012 a piccoli passi è diventato un luogo di scambio culturale e amicizia frequentato e attivo, oltre che un valido esempio di concrete collaborazioni ed interazioni artistiche tra poesia e arte.

Se dal singolo può nascere l’idea di coinvolgimento, sicuramente l’azione mirata ad un cambiamento anche piccolo è prerogativa del plurale: metaforicamente un io può lanciare il sasso, ma se non c’è un noi capace di accoglierlo, manca qualcosa. Così, in questi due anni, giorno dopo giorno, abbiamo assistito al concepimento e alla nascita di una mentalità plurale, in risposta all’individualismo esasperato ed esasperante di questi tempi, di questa società malata di ego sempre pronta a fagocitarti per poi espellerti a servizio ultimato.

Il sasso nello stagno fonda la sua azione sul credere che ci siano utilità maggiori – definite non a caso inutilità dal contesto sociale – e maggiormente necessarie di quella meramente economica e per questo ogni giorno propone con perseveranza “briciole”, presenze minime, per la parte più vera, meno curata e più dimenticata dell’Uomo; perché Poesia, Arte, Letteratura sono ancora assolutamente necessarie per la costruzione di quel plurale che può ancora designarci Persone.

Angela Greco

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nota: da domani e per tutto il mese di marzo ogni giorno verranno pubblicati i contributi giunti per l’evento IO AL PLURALE FA NOI – Il sasso nello stagno di AnGre compie due anni di collaborazioni, per i quali ringrazio di cuore tutti, ma proprio tutti gli Amici che hanno voluto essere questo NOI.

Il sasso nello stagno di AnGre