Settembre…

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SETTEMBRE

Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse

fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi

giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuore.

Attilio Bertolucci, “Sirio”, 1929

~

ARIETTA SETTEMBRINA

Ritornerà sul mare
la dolcezza dei venti
a schiuder le acque chiare
nel verde delle correnti.

AI porto, sul veliero
di carrubbe l’estate
imbruna, resta nero
il cane delle sassate.

S’addorme la campagna
di limoni e d’arena
nel canto che si lagna
monotono di pena.

Così prossima al mondo
dei gracili segni,
tu riposi nel fondo
della dolcezza che spegni.

Alfonso Gatto,Nuove poesie”, 1950

~

Settembre

Triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia…
silenziosa trema
l’estate, declinando alla sua fine.
Gocciano foglie d’oro
giù dalla grande acacia…
Ride attonita e smorta
l’estate dentro il suo morente sogno;
s’attarda tra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.

Hermann Hesse

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DUE MESI SETTEMBRE

All’alba un mormorio corse tra gli alberi,
una lieve increspatura nella cisterna, e nell’aria
un presagio di prossima frescura – ovunque
una voce profetica nella brezza.
Balzò il sole e indorò tutta quella polvere,
e lottò per disseccare ancor più l’oziosa terra,
impotente come un re invecchiato che guerreggia
per un impero che gli si sgretola in mano.
L’un dopo l’altro caddero i petali del loto,
sotto l’assalto dell’anno ribelle,
ammutinato contro un cielo iracondo;
e, lontano, bisbigliò l’inverno; “E’ bene
che muoia la rovente estate. L’ausilio e’ vicino,
giacché quando l’umano bisogno più stringe, io arrivo.”

Joseph Rudyard Kipling

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SETTEMBRE

Verdi giardinetti,
chiare piazzole,
fonte verdognola
dove l’acqua sogna,
dove l’acqua muta
finisce sulla pietra.

Le foglie d’un verde
vizzo, quasi nere
dell’acacia, il vento
di settembre le bacia,
e alcune si porta via
gialle, secche,
giocando, tra la bianca
polvere della terra.

Antonio Machado

Zucchero & Miles Davis, Dune mosse – sassi sonori

Nel 1987 Miles Davis, in Italia per lavoro, casualmente  sentì in radio un giovane cantautore italiano, Adelmo Fornaciari in arte Zucchero; innamoratosi subito della canzone ascoltata decise di contattare l’artista per incidere una nuova versione di Dune Mosse. Realizzata nel 1989, due anni prima della morte di Davis, la collaborazione tra Zucchero e Davis è stata pubblicata solo nel 2004 nell’album “Zu & Co”.
 
*
 
Un viaggio in fondo ai tuoi occhi
Dai d’illusi smammai
Un viaggio in fondo ai tuoi occhi
Solcherò dune mosse
 
Don’t cry però
Poi colammo giù
E miseri
Noi guardammo il blu
 
Il mare in fondo ai tuoi occhi
Grembi nudi lambì
Il vento in fondo ai tuoi occhi
Carezzò dune mosse
 
Don’t cry e noi
Poi colammo giù
Si rimbalzò
E tornammo su
 
Dentro una lacrima
E verso il sole
Voglio gridare amore
Uuh, non ne posso più
Vieni t’imploderò
A rallentatore, e…
E nell’immenso morirò
 
I can’t do it baby, baby
Do it anymore
 
Un viaggio in fondo ai tuoi occhi
Nei d’illusi smammai
La pioggia in fondo ai tuoi occhi
Cancellò dune mosse
 
Don’t cry però
Poi colammo giù
E miseri
Noi guardammo il blu
 
Morirò
 
Un viaggio in fondo ai tuoi occhi
Solcherò dune mosse
Un viaggio in fondo ai tuoi occhi
Solcherò, solcherò, dune mosse
Un viaggio in fondo ai tuoi occhi
 
Fonte: Musixmatch; compositori: Fornaciari Adelmo / Figlie’ Marco; testo di Dune mosse © Warner Chappell Music Italiana Srl (dal web)

Zucchero, da Oro Incenso & Birra: Diamante – sassi sonori a cura di Giorgio Chiantini

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Respirerò,
l’odore dei granai
e pace per chi ci sarà
e per i fornai
pioggia sarò
e pioggia tu sarai
i miei occhi si chiariranno
e fioriranno i nevai.
Impareremo a camminare
x mano insieme a camminare
domenica.

Aspetterò che aprano i vinai
più grande ti sembrerò
e tu più grande sarai
nuove distanze
ci riavvicineranno
dall’alto di un cielo, Diamante,
i nostri occhi vedranno.

Passare insieme soldati e spose
ballare piano in controluce
moltiplicare la nostra voce
x mano insieme soldati e spose.
Domenica, Domenica

Fai piano i bimbi grandi non piangono
fai piano i bimbi grandi non piangono
fai piano i bimbi grandi non piangono

Passare insieme soldati e spose
ballare piano in controluce
moltiplicare la nostra voce
passare in pace soldati e spose.

“Delmo, Delmo vin a’ cà…”

(Dedicata a Diamante Arduini Fornaciari)

Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, nasce il 25 settembre 1955 a Roncocesi, paese agricolo della provincia di Reggio Emilia; figlio di contadini rimarrà sempre legato alla sua terra. A Reggio Emilia inizia a suonare la chitarra, grazie all’ausilio di uno studente americano di colore che frequenta la Facoltà di Veterinaria a Bologna, strimpellando canzoni dei Beatles, Bob Dylan e dei Rolling Stones.

Nel 1968 la famiglia si trasferisce per lavoro a Forte dei Marmi, in Versilia e la musica ormai scorre nelle vene del piccolo Zucchero, tanto che si può già parlare di amore per il rhythm’n’blues. E’ il 1981 quando Gianni Ravera, colpito dal timbro della sua voce, spinge Zucchero ad affrontare il Festival di Castrocaro in qualità di interprete. Zucchero vince, ottiene un contratto con la Polygram e l’anno successivo partecipa al Festival di Sanremo. Il risultato non è entusiasmante e anche le partecipazioni successive non gli varranno grandi risultati in quel concorso. Tuttavia la sua canzone “Donne” (partecipazione al Festival di Sanremo del 1985) verrà spesso presa come esempio di brano ignorato all’interno della manifestazione, ma capace, comunque, di trovare un meritato posto tra le più belle canzoni italiane di sempre.

Il successo di Zucchero arriva nel 1989 con l’album “ORO INCENSO & BIRRA”, che diviene l’album più venduto della storia italiana (prima di uscire aveva già quasi un milione di prenotazioni). Tra i brani inclusi vi sono “Diavolo in me” e la dolcissima “Diamante” (testo di Francesco De Gregori), dedicata alla nonna del cantante, che si chiamava, appunto, Diamante. A partire da questo periodo saranno numerosissime le collaborazioni con artisti internazionali, tra i quali Paul Young, Joe Cocker, Luciano Pavarotti (con il maestro interpreterà il brano “Miserere”, incluso nell’omonimo album del 1992), Fernando Fher Olvera, Eric Clapton,Stevie Ray Vaughan.

Nell’album “Zu & Co.” (2004) duetta con alcuni grandi della musica: negli Stati Uniti raggiungerà le 200.000 copie vendute grazie, anche, alla distribuzione nei locali della catena Starbucks e del successo di Zucchero negli USA ne parleranno anche il “Wall Street Journal Europe” e il “Los Angeles Times”. Nel 2006 esce l’album “Fly”, che rappresenta un cambiamento rispetto ai dischi precedenti, con uno stile più pop, molte ballate, e collaborazioni d’autore con artisti quali Ivano Fossati e Jovanotti.

Nel 2007 esce “All the Best” che include il singolo “Wonderful Life”, cover di un brano di successo del 1987 dell’inglese Black, lanciato a livello mondiale. Del 2010 è, invece,  “Chocabeck”, uscito in contemporanea mondiale all’inizio del mese di novembre, titolo che indica il termine usato da Zucchero durante l’infanzia, quando era solito chiedere al padre, se ci fosse il dolce della domenica. [a cura di Giorgio Chiantini]