ecco il gioco delle mani…di Sebastiano A.Patanè

 

ecco il gioco delle mani, che si aprono, offrono, volano, si prendono… discendenti, laterali, senza spazi. Mani che soccorrono, cercano nel corpo senza tempo, dove femmina o maschio non significa nulla e dove, senza cielo ci si copre di…mani. Mani d’albero o di pietra, mani d’amore e morte e vanga, trifoglio, resina, pelle, mani di marmo e acqua, senza confusi approcci, sicure da sempre, dall’idea, alle miliardi di ristampe, duecentomila anni di mani che sfiorano, che stringono, che dicono, perché hanno bocca e voce, e sentono, perché hanno orecchi e sensi. Si cerca nella parola la comprensione ma loro, le mani, hanno comunicato prima della voce, all’unisono col pensiero e prima della fusione completa con l’anima.

(scritta sul Boléro di Ravel)

16 pensieri su “ecco il gioco delle mani…di Sebastiano A.Patanè

    1. sono le tue parole a dare ancora più calore ai miei spazi! ho letto e riletto questi tuoi pensieri sulle ‘mani’ e continuo a dire che conquistano, al di là della meravigliosa musica che te le ha suggerite…poi, per me le mani sono un ‘aspetto'(?) importante dell’esistenza, attraverso le quali, ancora oggi nonostante la mia età, per me passa la conoscenza…
      grazie Seb!! un abbraccio

  1. acerbe lettere per dire vita benedizione e rinascita
    era il prato delle danzanti
    parole-saltello, parola-bendata
    voce nel gioco di dama
    mani a trattenere
    la veste slegata

    elina

    grazie Sebastiano

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