Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Nicola Romano

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OLTRE LA RETE: Nicola Romano

da D’un continuo trambusto (ed. Passigli, 2018)
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QUALE GIORNO
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Quale giorno aspettare
quello del dì di festa
col fascio d’erba in mano
i giorni della merla o dell’apocalisse
della Santa patrona
che oscilla fra le case
o del nibbio che migra
sperando di tornare?
.
se adesso è solo impaccio
e nero nelle unghie
la mia scorza d’attesa
dura come torrone e vuota come il cielo
Pure una voce sembra sussurrare
che da una soglia in poi
ogni cosa parrà senza ragione
e che false pianure graveranno
sul ristretto cammino che rimane
e diversa sarà ogni imminenza
Intanto metto in fila minutaglie
di piccoli cammei chiusi nel cuore
pur se un vagòre s’apre e si rintana
nell’ombra delle mensole sul muro
.
e il mattino m’adagia solitario
come un tir posteggiato alla frontiera
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HAPPY HOUR
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Che si diranno
i ragazzi aggomitati
sulle panche del bar
quando fa sera
addentando penombra
e mesticanze
con un brusio
di gesti chiacchierini
che sembrano diatribe
ad un affare?
.
Stretti in un girotondo
di calici e di voci colorate
quali verdi questioni
scioglieranno
coi toni che s’innalzano
tra un afrore di note
e di olio fritto?
E nel fluire gaio delle ore
si passano
la luna nei bicchieri
poi scrollano dai baveri
briciole di risate
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finché ogni baldanza
s’inflemma nei giacigli
della notte
.
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MEZZA LUCE
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Poteva essere
un trionfo di luce
un nettissimo fascio di bagliori
a governare il giro fra le piazze
invece vince sempre la penombra
dei porticati o delle pensiline
della serranda alzata quattro dita
o delle frasi dette e mai concluse
.
Cupa e insolvente va la mezza luce
dentro i vicoli stretti e negli androni
su quegli amori tiepidi e assopiti
sulle amicizie tenui ed insolute
come penombra stesa sopra i letti
o sull’appendipanni dell’ingresso
.
Sta negli occhi appannati
del giorno che dissolve i suoi chiarori
senza un lieve barlume di concordia
e non sa dirci nulla che conviene
quella penombra che s’accosta accanto
ed in silenzio struscia appena il viso
come le maglie appese ai mercatini
.
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Nicola Romano risiede a Palermo, dove è nato nel 1946. Giornalista pubblicista, è stato condirettore del periodico “insiemenell’arte” e attualmente collabora a quotidiani e periodici con articoli d’interesse sociale e culturale. Con opere edite ed inedite é risultato vincitore di diversi concorsi nazionali di poesia. Alcuni suoi testi hanno trovato traduzione in esperanto e su riviste spagnole, irlandesi e romene. Nel 1997 ha partecipato, su invito, ad incontri di poesia in Irlanda insieme all’attrice Mariella Lo Giudice ed ai poeti Maria Attanasio e Carmelo Zaffora, con lettura di testi a Dublino, Belfast, Letterkenny e Londonderry. Nel 1984 l’Unicef ha adottato un suo testo come poesia ufficiale per una manifestazione sull’infanzia nel mondo svoltasi a Limone Piemonte. Tra le sue ricerche, particolare attenzione ha prestato ai poeti Vittorio Bodini, Raffaele Carrieri, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Caproni, Alfonso Gatto ed allo scrittore Antonio Russello. Attualmente dirige la Collana di poesia dell’editrice palermitana “Spazio Cultura”.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: I faraglioni della mente (Ed. Vittorietti, 1983); Amori con la luna (Ed. La bottega di Hefesto, 1985) con prefazione di Bent Parodi; Tonfi (Ed. Il Vertice, 1986); Visibilità discreta (Ed. del Leone, 1989) con prefazione di Lucio Zinna; Estremo niente (Ed. Il Messaggio, 1992) con una nota di Melo Freni; Fescennino per Palermo (Ed. Ila Palma, 1993); Questioni d’anima (Ed. Bastogi, 1995) con prefazione di Aldo Gerbino; Elogio de los labios (Ed. C.Vitale, Barcelona, 1995); Malva e Linosa, haiku, (Ed. La Centona, 1996) con prefazione di Dante Maffìa; Bagagli smarriti (Ed. Scettro del Re, 2000) con prefazione di Fabio Scotto; Tocchi e rintocchi (Ed. Quaderni di Arenaria, 2003) con prefazione di Sebastiano Saglimbeni; Gobba a levante (Ed. Pungitopo, 2011) con prefazione di Paolo Ruffilli, tradotto a Barcelona (E) con il titolo “Luna menguante” (Ed.Emboscall, 2017); Voragini ed appigli (Ed. Pungitopo, 2016) con prefazione di Giorgio Linguaglossa; Birilli (Ed. dell’Angelo, 2016) – sei poesie con un’incisione di Girolamo Russo; D’un continuo trambusto (Passigli editori, 2018) con prefazione di Roberto Deidier

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