Parigi, Notre-Dame ci unisce tutti


Parigi, Notre-Dame ci unisce tutti…credo che nel rogo di Notre-Dame ognuno di noi pianga e riviva le ferite della propria terra, dal mio Salento alle grandi città, dai paesini sconosciuti alle terre sfruttate e maltrattate, da Nord a Sud, dal Medio Oriente agli USA, da Est a Ovest, ognuno ha perso, giorno dopo giorno, un pezzetto di identità, sacrificata per le cause più disparate, ed è per questo che, al cadere dei secoli in una manciata di ore, ci sentiamo tutti feriti (AnGre)

*

«Monsieur oggi Parigi brucia.

Che senso ha quello che diciamo, oggi?»
L’uomo non risponde. La fissa solamente negli occhi.
Aspettava quella domanda.

Silenzio.

(la piazza adesso è un florilegio buio come la notte appena trascorsa.
Myosotis neri piovono da un cielo non diverso e volano bassi identici uccelli…)

Angela Greco, versi da Anamòrfosi (Ed.Progetto Cultura, Roma, 2017 — in commento il testo completo)

*

Parigi, storia della Cattedrale di Notre-Dame (leggi qui)

La cattedrale di Notre-Dame, calembour simbolico (leggi qui)

*

[…] vorrei una notte di maggio
….una di queste notti
………sul lungosenna Voltaire
…………..baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
….contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
….di gioia paura stupore
….piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine…

versi da Prima che bruci Parigi di Nazim Hikmet, Poesie d’amore (trad. di Joyce Lussu, Oscar Mondadori, 2006 — in commento il testo completo)

*

Parigi, dopo il rogo la cattedrale di Notre-Dame non è più la stessa, ma la struttura è salva (leggi qui) — immagini dal web*

3 pensieri su “Parigi, Notre-Dame ci unisce tutti

  1. Angela Greco da “Anamòrfosi”
    (Ed.Progetto Cultura, 2017)

    «Monsieur oggi Parigi brucia.

    Che senso ha quello che diciamo, oggi?»
    L’uomo non risponde. La fissa solamente negli occhi.
    Aspettava quella domanda.

    Silenzio.

    (la piazza adesso è un florilegio buio come la notte appena trascorsa.
    Myosotis neri piovono da un cielo non diverso e volano bassi identici uccelli.
    Vorrei parlare con mio fratello della terra che ha generato nostra madre,
    ma questo non è più il tempo delle finestre con le tendine fiorite.)

    Il lutto stringe gola e sonaglio alla caviglia
    e nonostante la ferita l’uomo tende la mano alla dama:
    «Danziamo. Non abbiamo altra salvezza».

    *

    Nazim Hikmet, Prima che bruci Parigi
    da “Poesie d’amore” (trad. di Joyce Lussu, Oscar Mondadori, 2006)

    Finché ancora tempo, mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finché ancora tempo, mio amore
    finché il mio cuore è sul suo ramo
    vorrei una notte di maggio
    una di queste notti
    sul lungosenna Voltaire
    baciarti nella bocca
    e andando poi a Notre-Dame
    contempleremmo il suo rosone
    e a un tratto serrandoti a me
    di gioia paura stupore
    piangeresti silenziosamente
    e le stelle piangerebbero
    mischiate alla pioggia fine.

    Finché ancora tempo, mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finché ancora tempo, mio amore
    finché il mio cuore è sul suo ramo
    in questa notte di maggio sul lungosenna
    sotto i salici, mia rosa, con te
    sotto i salici piangenti molli di pioggia
    ti direi due parole le più ripetute a Parigi
    le più ripetute, le più sincere
    scoppierei di felicità
    fischietterei una canzone
    e crederemmo negli uomini.

    In alto, le case di pietra
    senza incavi né gobbe
    appiccicate
    coi loro muri al chiar di luna
    e le loro finestre diritte che dormono in piedi
    e sulla riva di fronte il Louvre
    illuminato dai proiettori
    illuminato da noi due
    il nostro splendido palazzo
    di cristallo.

    Finché ancora tempo, mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finché ancora tempo, mio amore
    finché il mio cuore è sul suo ramo
    in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
    ci siederemmo sui barili rossi
    di fronte al fiume scuro nella notte
    per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
    – verso il Belgio o verso l’Olanda? –
    davanti alla cabina una donna
    con un grembiule bianco
    sorride dolcemente.

    Finché ancora tempo, mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finché ancora tempo, mio amore.

    Parigi, 1958

    *

  2. Bellissimo e commovente post cara Angela, oggi piangiamo tutti e tutti sentiamo il bisogno di abbracciare i nostri fratelli francesi! Ci auguriamo che mai più succedano fatti terribili come questo, che ci rendono orfani della bellezza e della cultura comune all’occidente intero!

    1. Caro Giorgio, credo che nel rogo di Notre-Dame ognuno di noi pianga le ferite della propria terra, dal mio Salento alle periferie della tua magnifica Roma, dal Medio Oriente agli USA…ognuno ha perso, giorno dopo giorno, un pezzetto di identità, sacrificata per le cause più disparate ed è per questo, che, al cadere dei secoli in una manciata di ore, siamo tutti colpiti e in lacrime…Grazie per la lettura e la partecipazione 💕

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