Nazim Hikmet, Prima che bruci Parigi

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Nazim Hikmet, Prima che bruci Parigi

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
….una di queste notti
………sul lungosenna Voltaire
…………..baciarti nella bocca
e andando poi a Notre-Dame
….contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
….di gioia paura stupore
….piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
….sotto i salici, mia rosa, con te
….sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
….le più ripetute, le più sincere
….scoppierei di felicità
….fischietterei una canzone
….e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra
….senza incavi né gobbe
….appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
….illuminato dai proiettori
….illuminato da noi due
………il nostro splendido palazzo
…………di cristallo.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
….ci siederemmo sui barili rossi
….di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
– verso il Belgio o verso l’Olanda? –
davanti alla cabina una donna
….con un grembiule bianco
……..sorride dolcemente.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore.

Parigi, 1958

*

Nazim Hikmet, Poesie d’amore (trad. di Joyce Lussu, Oscar Mondadori, 2006) — Fotografia di Willy Ronis, Gli innamorati della Bastiglia, 1957.

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2 thoughts on “Nazim Hikmet, Prima che bruci Parigi

  1. mi era sfuggita questa bellissima poesia di N.H.: poesia d’amore dalla doppia valenza, storica e profetica. Scritta 14 anni dopo gli eventi bellici (il comando tedesco aveva ordinato alle truppe in ritirata di bruciare e distruggere Parigi) e dieci anni prima di quel Sessantotto che l’incendiò di fatto.

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