Beato Angelico, Annunciazione – sassi d’arte

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Beato Angelico (1395 circa – 1455), Annunciazione (1442 – 1443)

affresco, cm 230 x 321 – Firenze, Museo di San Marco

*

Questa Annunciazione, affrescata nel corridoio che conduce alle celle dei frati domenicani nel convento di San Marco a Firenze, è una delle sette versioni conosciute realizzate da Beato Angelico, appartenente lui stesso all’ordine mendicante dei frati predicatori.corridoio-nord

A partire dal 1436 Cosimo de’ Medici aveva fatto costruire dall’architetto Michelozzo di Bartolomeo, allievo di Brunelleschi e collaboratore di Donatello, il convento di San Marco con la biblioteca. Il convento accolse nelle celle e nei luoghi di passaggio, corridoi e scale, gli affreschi di Beato Angelico, destinati ad accompagnare i religiosi nelle loro meditazioni. Il pittore riuscì, con la grazia del suo tratto e la raffinatezza cromatica della sua pittura, ad armonizzare i nuovi valori del Rinascimento con un profondo sentimento religioso, divenendo il perfetto interprete della spiritualità domenicana.

Foto-p-31L’Annunciazione si trova in cima alla rampa di accesso al dormitorio, in modo da essere vista da chi entra. Secondo un antico cerimoniale che ricorda l’iconografia bizantina, Maria e l’arcangelo Gabriele si scambiano il saluto incrociando le braccia sul petto. Malgrado la solennità delle loro pose, la scena appare intima e familiare. Beato Angelico ambienta l’episodio sacro sotto un porticato assai simile ad un chiostro, così da dare ai frati l’impressione che il miracolo si stesse svolgendo dentro il convento. Il pittore separa l’evento divino dal giardino fiorito che lo circonda, chiuso da una palizzata in legno oltre il quale si apre un bosco; egli traccia il confine tra due simboli: la Visitazione della Vergine e il Paradiso perduto e il peccato originale dall’altro.800px-ANGELICO,_Fra_Annunciation,_1437-46_(2236990916)

Il senso di profondità della scena è dato soprattutto dalla successione delle arcate, mentre l’attenta osservazione del mondo circostante che caratterizza l’arte di Beato Angelico traspare nel sottile realismo della struttura architettonica – con i tiranti di ferro che rafforzano le colonne -, che rende “tangibile” la vicinanza dello spettatore all’evento sacro. (clicca sulle immagini per ingrandirle)

[tratto da “I capolavori dell’arte – Beato Angelico, Annunciazione”, edizione speciale per il Corriere della Sera]

Beato Angelico Annunciazione dettagli

Beato-ANgelico-Annunciazione-Museo-S.Marco-Firenze

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4 thoughts on “Beato Angelico, Annunciazione – sassi d’arte

  1. Al bell’articolo odierno su questa Annunciazione del Beato Angelico mi permetto di aggiungere qualche altra osservazione in modo da completare l’analisi oggettiva dell’opera, ringraziando nel contempo Angela per averla proposta.

    Un elemento di innovazione è la disposizione dei protagonisti lungo una diagonale, che partecipano così in maniera più efficace allo spazio, mentre riprendono opere anteriori, come l’Annunciazione della cella 3, l’umile gesto di Maria, in bilico tra accettazione e soggezione, e la sobrietà dell’Angelo, che risponde al gesto di Maria con una posizione analoga delle braccia in segno di sottomissione.
    L’attenzione dell’osservatore è fermata al momento in cui l’angelo è appena arrivato nella casa di Maria e si inchina per salutarla. Ella è rappresentata come giovane ragazza, seduta su un semplice sgabello di legno, con indosso vesti disadorne ma molto eleganti, le braccia incrociate sul grembo; il suo sguardo è rivolto verso l’angelo.
    Il dialogo riportato nel brano di Luca qui è convertito in un gioco di sguardi tra i due molto intenso: in quello di Maria c’è timore ma anche disponibilità e attesa per quello che dirà l’Angelo, in questi c’è tenerezza e tranquillità, volto a rassicurare perché il suo è un lieto messaggio che viene da Dio. Tutto l’affresco è pervaso da sobrietà, pacatezza, rigore e silenziosa spiritualità.
    Le parole dell’Annunciazione sono dipinte in basso, vicino alla base della colonna centrale, più o meno all’altezza degli occhi dello spettatore. Poco sotto, sullo spessore del gradino, si trova un’incitazione alla preghiera: VIRGINIS INTACTAE CUM VENERIS ANTE FIGURAM PRETEREUNDO CAVE NE SILEATUR AVE (“Quando passerai davanti alla figura della Vergine intatta, stai attento di non dimenticare di dire l’Ave Maria”).
    L’Annunciazione è ambientata in un portico che dà su un cortile, come le Annunciazioni su pala degli anni 1430 (Annunciazione del Prado, di Cortona e di San Giovanni Valdarno), che si affaccia su un giardino chiuso da una palizzata (allusione all’hortus conclusus che simboleggia la verginità di Maria) oltre il quale si vede un boschetto con cipressi.
    Il pittore vi usò la costosa azzurrite e mise anche inserti in oro. Notevole è la monumentalità delle figure, isolate nello schema prospettico del porticato, con un forte senso di silenziosa spiritualità.

  2. Due commenti per il blog ritenuti anonimi, ovvero privi di un nome di persona sia nel commento stesso che nell’indirizzo mail visibile solo a me, sono stati eliminati con dispiacere.

    Riportiamo quanto scritto nella home page del blog stesso, nella colonna laterale, ribadendo che qui abbiamo scelto di avere a che fare con Persone, non con anonimi nomi telematici o di convenienza. Scusate l’intransigenza, ma ad un mondo che ruota impazzito noi non ci adeguiamo:

    — cortesemente si chiede di commentare […] e sempre con nome di persona per evitare, laddove non risultassero nomi propri nell’indirizzo e-mail visibile solo all’amministratrice, la cancellazione automatica di scritti ritenuti altrimenti anonimi! —

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