Sylvia Plath, Lettera d’amore (Love letter)

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 Lettera d’amore

(Pubblicata nel marzo del 1962 in “Poetry” e inclusa in Crossing the Water. L’originale in inglese è in rime baciate.)
Non è facile dire il cambiamento che operasti.
Se adesso sono viva, allora ero morta
anche se, come una pietra, non me ne curavo
e me ne stavo dov’ero per abitudine.
Tu non ti limitasti a spingermi un po’ col piede, no-
e lasciare che rivolgessi il mio piccolo occhio nudo
di nuovo verso il cielo, senza speranza, è ovvio,
di comprendere l’azzurro, o le stelle.
Non fu questo. Diciamo che ho dormito: un serpente
mascherato da sasso nero tra i sassi neri
nel bianco iato dell’inverno-
come i miei vicini, senza trarre alcun piacere
dai milioni di guance perfettamente cesellate
che si posavano a ogni istante per sciogliere
la mia guancia di basalto. Si mutavano in lacrime,
angeli piangenti su nature spente,
Ma non mi convincevano. Quelle lacrime gelavano.
Ogni testa morta aveva una visiera di ghiaccio.
E io continuavo a dormire come un dito ripiegato.
La prima cosa che vidi fu l’aria, aria trasparente,
e le gocce prigioniere che si levavano in rugiada
limpide come spiriti. Tutt’intorno giacevano molte
pietre stolide e inespressive,
Io guardavo e non capivo.
Con un brillio di scaglie di mica, mi svolsi
per riversarmi fuori come un liquido
tra le zampe d’uccello e gli steli delle piante
Non m’ingannai. Ti riconobbi all’istante.
Albero e pietra scintillavano, senz’ombra.
La mia breve lunghezza diventò lucente come vetro.
Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:
un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.
Da pietra a nuvola, e così salii in alto.
Ora assomiglio a una specie di dio
e fluttuo per l’aria nella mia veste d’anima
pura come una lastra di ghiaccio. E’ un dono.
 .
§
 .
Love Letter
.
Not easy to state the change you made.
If I’m alive now, then I was dead,
Though, like a stone, unbothered by it,
Staying put according to habit.
You didn’t just tow me an inch, no-
Nor leave me to set my small bald eye
Skyward again, without hope, of course,
Of apprehending blueness, or stars.
.
That wasn’t it. I slept, say: a snake
Masked among black rocks as a black rock
In the white hiatus of winter-
Like my neighbors, taking no pleasure
In the million perfectly-chiseled
Cheeks alighting each moment to melt
My cheeks of basalt. They turned to tears,
Angels weeping over dull natures,
.
But didn’t convince me. Those tears froze.
Each dead head had a visor of ice.
And I slept on like a bent finger.
The first thing I was was sheer air
And the locked drops rising in dew
Limpid as spirits. Many stones lay
Dense and expressionless round about.
I didn’t know what to make of it.
I shone, mice-scaled, and unfolded
To pour myself out like a fluid
Among bird feet and the stems of plants.
.
I wasn’t fooled. I knew you at once.
Tree and stone glittered, without shadows.
My finger-length grew lucent as glass.
I started to bud like a March twig:
An arm and a leg, and arm, a leg.
From stone to cloud, so I ascended.
Now I resemble a sort of god
Floating through the air in my soul-shift
Pure as a pane of ice. It’s a gift.
.
Sylvia Plath, (Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963) poetessa e scrittrice statunitense.
 .

della stessa Autrice in questo blog: Partenza (clicca qui)

– immagine d’apertura: opera di Gabriel Pacheco –
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11 thoughts on “Sylvia Plath, Lettera d’amore (Love letter)

  1. I quadri che selezioni sono TUTTI interessanti e congrui agli scritti che seguono.
    In questo caso anche il dopo é all’altezza. Entrambi si lasciano trasportare dal vento trattenendo l’essenziale che “entra”.

  2. Bellissima. Per me è stato così, ho vissuto questa nascita di me stessa due anni fa, ero un germoglio pieno di vita, una persona mi ha calpestata. Sono tornata pietra addormentata.

    1. Le piante hanno capacità sorprendenti, cara Daniela…
      Rinascono anche dopo le condizioni più avverse 😉
      e, poi, lo sai che io sono un perito agrario? Quindi, qui sei nella tua serra libera di fiorire ancora.

      1. Sei un perito agrario? Che bello, amo le piante, coltivo le mie sul terrazzo di casa. Al momento io sono in letargo invernale, spero di rifiorire ancora, ti farò sapere

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